A Serbian Film

By Simone Corà | venerdì 3 settembre 2010 | 13:30

2010, Serbia, colore, 104 minuti
Regia: Srdjan Spasojevic
Sceneggiatura: Srdjan Spasojevic, Aleksandar Radivojevic

Milos è un ex divo del porno, uno tra gli attori più stimati dell’intera scena europea. Dopo essersi ritirato, vive con la splendida moglie e il figlio, soffrendo saltuariamente di una certa dipendenza alcolica. Un giorno, una vecchia collega gli propone di incontrare Vukmir, un produttore che vorrebbe ingaggiarlo per dare vita a qualcosa di nuovo e far svettare la pornografia a livelli mai raggiunti prima. Diffidente sulle prime, dopo aver visto l’altissimo compenso che riceverà Milos firma il contratto. Ma capisce subito che c’è qualcosa di strano nelle intenzioni di Vukmir: Milos dovrà recitare senza sapere nulla della storia, delle attrici coinvolte, delle fatiche sessuali che dovrà intraprendere…

Chiacchieratissimo come ogni pellicola prometti di raggiungere estremità visive mai toccate in precedenza, A Serbian Film mostrava, in apparenza, di reggersi su un background storicoculturale ben più solido e forte di qualsiasi storiella messa in piedi per giustificare il bagno di sangue. Il titolo la dice lunga sugli intenti di Srdjan Spasojevic, regista e sceneggiatore, sicuro di dipingere, in una provocazione cruda e brutale, passato e presente del suo popolo.

Non è la prima volta, però, che esagerate anticipazioni vengono in realtà smentite da pochezza immaginativa e limitatissimo sadismo – come il recente The Human Centipede, che, pur con spessori alquanto differenti, mostrava oscenamente la sua pallida inconsistenza. E la pellicola di Spasojevic, trasportata da queste voci di sanguinarie meraviglie depravate mai viste prima, non impiega poi molto prima di svelarsi nella sua ridicola, ridicola estremizzazione del sesso.

Pur girato splendidamente, con gran rispetto di ritmi e tempi blandi, sinistri, opprimenti, avvalorati da una superba quanto minimale colonna sonora, le fantomatiche atrocità di A Serbian Film lo fanno presto rientrare in recinzioni da snuff movie un poco più esplicito di quanto si possa immaginare, ma pur sempre incatenato a soluzioni perverse più che altro noiose.

Fellatio dettate dal ritmo di cazzotti in pieno volto, bocche sdentate che accolgono peni giganti fino a rimanerne soffocante, sodomizzazioni e mutilazioni... le violenze sono molte, per carità, non metto in dubbio che alcune sequenze risultino oltremodo disturbanti e di difficile sopportabilità visiva (ma ho sofferto molto di più nel modo in cui l’innocenza del bambino concepisce il sesso che nel vedere certi momenti espliciti), ma dove sbaglia Spasojevic è nell’inseguire la sofferenza devastante e innovativa di un Martyrs senza essere in grado di creare le necessarie giustificazioni, nel mascherare il tutto con una balorda apparenza intellettuale/filosofica, nel fare psicologica introspezione con lungaggini soporifere nonché inutili (come si trastulla il fratello di Milos nel tempo libero).

Non basta costruire questa lenta, oscena discesa di un Milos drogato per legittimare la sequenze di efferatezze sessuali di cui è inconsapevolmente protagonista nello snuff, secondo Spasojevic, rivoluzionario. Non si rimane colpiti da quella che, a conti fatti, è solo voglia di stupire sanguinariamente, senza alcun sottotesto davvero, davvero forte che possa fare del male allo spettatore, in special modo se Spasojevic inserisce da tutte le parti spezzoni di film girati da Milos, in un’irritante festa di culi, tette e fiche di plastica che in fondo, in un simile contesto, non interessano a nessuno.

A questo punto, aspettiamo il prossimo splatter francese.

5 commenti:

  1. Belin si rientra dalle ferie e scopro che qualcuno ha imparato persino a inserire widget colorati come Link Within!

    Cosa potrà accadere d'altro? Imparerai le buone maniere a tavola? Svilupperai montagne lungo i tuoi polacchi confini?

    LW te lo ruberò, credo, mentre sul film sono d'accordissimo, roba da curare l'insonnia meglio del valium...

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  2. Mi dispiace che in Inghilterra abbiano cercato di censurarlo prima di mandarlo al Frightfest,però se devo vedermi un film serbo mi vedrò ZONE OF THE DEAD con Ken Foree che fa il verso a sè stesso.

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  3. Ma la voce 'nudo!' tra i voti al post te la sei messa... perché? vuoi perdere altri lettori?

    E quei link "ti potrebbe interessare anche..." che puntano a cose completamente insensate e scollegate, a che servono?

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  4. @ Elvezio: sì, guarda, ultimi 20 minuti tipo con una mano a tenere aperte le palpebre e l'altra a mandare avanti velocemente, che gli sbadigli ormai avevano avuto la meglio...

    @ Nick: mi dispiace più che altro che non l'abbiano censurato tutto.
    Zone of the Dead è nella wish list delle cose da vedere da un pezzo... :)

    @ Shaman: ma dimmi, vuoi copiarmi anche tutte queste sfioziosità bloggose oltre alle recensioni? ;-D

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  5. Uni dei film più brutti che io abbia mai visto...

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