Home » , » SILK

SILK

By Simone Corà | sabato 15 marzo 2008 | 14:16

Regia: Chao-Pin Su
Sceneggiatura: Chao-Pin Su
Cast: Chen Chang, Chun-Ning Chang, Bo-lin Chen
Durata: 108’
Produzione: Taiwan
Anno: 2006

Un gruppo di scienziati, grazie a un congegno di nuova invenzione, riesce a catturare l’energia del fantasma di un bambino morto in circostanze oscure. Nel tentativo di interpretare le prole che pronuncia il bimbo, viene ingaggiato un agente speciale. Sarà un sottile filo di seta sprigionato dal bambino a condurre l’uomo verso un’atroce verità, portandolo a svelare il mistero che si nasconde tra la vita e la morte.

Nel tentativo di svecchiare la classica ghost story di stampo orientale, Chao-Pin Su la contamina con dosi effervescenti di sci-fi e stimoli drammatici, senza riuscire però a far quadrare il cerchio.

Silk è un continuo saliscendi tra inaspettata perfezione visiva e pericolose ricadute nella pura immondizia narrativa. Viene infatti difficile da chiedersi come sia possibile un’alternanza tra momenti di sorprendente gestione del ritmo e sapiente uso del montaggio (la prima mezz’ora, straordinaria per costruzione e atmosfera) ad altri di inconcepibile leggerezza e mancanza di pathos (le varie morti disseminate lungo la pellicola, alcune aggravate da scelte registiche inammissibili).

Questo andamento a scatti porta alla luce uno script sgangherato, che mette in successione spunti sicuramente interessanti e bestialità scopiazzate dal pantheon dei fantasmi dagli occhi a mandorla. Aggrava il tutto un’incapacità di equilibrio nei dialoghi, dove tentativi di filosofia vanno a braccetto con deliranti escursioni ironiche fuori luogo.

Inspiegabile poi un evidente plagio nei confronti di Le bizzarre avventure di Jo-Jo (scena ripresa anche nella trilogia matrixiana) e, visto che siamo in vena di complimenti, il chiarimento sul modus operandi dell’aggeggio acchiappafantasmi, assolutamente privo di logica (e pensare che il film fa perno soprattutto su questo).

Resta un comparto musicale sofferto, drammatico e sentito, e una fotografia tendente al buio con frequenti assalti di luce, che dosa la giusta atmosfera.

Diventa quindi arduo inquadrare Silk, apoteosi dell’innovazione e dell’ingenuità. Lodarlo per le clamorose buone intenzioni, o bocciarlo per le sue proverbiali promesse non mantenute?

4 commenti:

  1. e lasciarlo libero, quel povero bimbo? no eh?
    maledetto occhiomandorlato!!!

    RispondiElimina
  2. Ma tu leggi/leggevi 'Le bizzarre avventure di Jo-Jo'?

    Ian

    Il film me l'ha prestato il gatto. Mi ha intrigato molto l'idea, ma deluso la realizzazione.

    RispondiElimina
  3. Simone l'otaku17 marzo 2008 18:32

    Sì, leggevo Jo-Jo, un bel po' di anni fa, ormai. Un amico mi aveva passato un bel po' di numeri, ma poi non ho più seguito la serie.

    Anyway, questo film ha un potenziale incredibile, sprecato però in maniera ignobile.

    RispondiElimina
  4. Sono d'accordo con l'EMO sul giudizio.

    Ma della scena: "Ma da quando in qua si muore mangiando i vermicelli?" che ne dite?
    E' surreale che sia stata inserita, quella battuta, surrealissimo. Surrealissimissimo.

    RispondiElimina