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CRY-FLY TRILOGY - Gianfranco Nerozzi

By Simone Corà | martedì 18 marzo 2008 | 16:04

585 pagine
Urania
5,10 €

Un poliziotto tormentato a confronto diretto con un serial killer talmente mostruoso da sconfinare nel demoniaco. Un ordine ecclesiastico, le cui origini si perdono nella notte dei tempi, incaricato di custodire uno spaventoso segreto. Un mondo popolato da presenze letali che sembrano sfuggite a un incubo innominabile. Uno scrittore spinto sul margine estremo della follia da un inestricabile delirio allucinatorio. Una sequenza di omicidi rituali dietro la quale si cela un’apocalittica dimensione del male. Su tutto questo, incombe un’entità insettiforme in grado di possedere la mente e di annientare la coscienza.

È un’immensa soddisfazione vedere come Giuseppe Lippi e la sua Urania diano finalmente vita a una diramazione horror dello storico marchio sci-fi. Già in passato la collana principale aveva ospitato timide interferenze orrorifiche, con imbarazzanti adattamenti letterari di blockbuster movie come Doom e la saga di Underworld, ma ora, per chi bramava da anni una sottosezione dedicata a sangue e mostri, le cose si sono fatte serie.

Per l’evento, vengono riuniti tre ruggiti sanguinolenti di uno dei pochi maestri del terrore tricolore, Gianfranco Nerozzi, che coglie l’occasione per chiudere definitivamente la saga della Mosca grazie a un racconto inedito, Ombra nel vuoto, posto al termine di, rispettivamente, L’urlo della mosca, Prima dell’urlo e Immagini collaterali.

Lo scenario dipinto da Nerozzi è un apocalittico impasto di liquidi corporei, escrescenze viscose, filamenti intestinali e ogni altro bendiddio lordo di sangue, che travolge gli ignari protagonisti come magma cancerogena. Nerozzi è esplicito, spinto, insistito e quasi insostenibile in ogni descrizione, da tanta è la brutalità vomitata dalle sue parole. Si tratta di una violenza morbosa e dichiarata, in evidenza in ognuna delle 585 pagine di questa raccolta, che non è mai fine se stessa, ma bensì un rivoltante accompagnamento alla carica sovversiva di quanto raccontato dallo scrittore emiliano.

Se ne L’urlo della mosca si resta annichiliti per la crudeltà della sua narrazione, con le opere successive l’impatto estremo viene assorbito con più facilità, complice anche una prosa molto ricercata, che soppesa con intelligenza parole e strutture delle frasi. L’urlo della mosca è anche il romanzo più ordinario, sia nella delineazione dei protagonisti che nell’assetto narrativo, mentre con i seguenti le trame si fanno più profonde e ambiziose, e trovano un’epica conclusione nel nuovo Ombra nel vuoto, dove viene chiuso il cerchio e spento l’orrore.

Vista l’iniziativa e il prezzo sempre contenuto della collana Urania, è d’obbligo l’acquisto per chi ancora snobba o non conosce Gianfranco Nerozzi.

4 commenti:

  1. Lieto che la trilogia ti sia piaciuta. Nerozzi è davvero bravo, crudo, e al contempo fantasioso. Si passa dalla specie di horror-poliziesco del primo romanzo (parlando dell'antologia), all'orrore "domestico" dell'ultimo.
    Ottimo poi il racconto che chiude il cerchio.
    Un gioiello, specie considerando il prezzo :)

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  2. Silente lo splatteroso27 marzo 2008 17:25

    Quotissimo.
    Poi questa trilogia è davvero la cosa più splatter che abbia mai letto. Ficosa :-D

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  3. Comprato. Appena finisco la lettura mi esprimo.
    :P

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