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Recensione: La notte del demonio, di Michael J. Straczynski

By Simone Corà | martedì 24 maggio 2011 | 10:45

Sperling & Kupfer, 1990
385 pagine

Sceneggiatore per la tv, per il cinema e per i fumetti, creatore di una delle più importanti odissee fantascientifiche di sempre con Babylon 5, Michael J. Straczynski, nei tardi anni Ottanta, è stato anche abile scrittore del terrore. La notte del demonio, targato 1988, è un esordio che gronda eighties da ogni cartella, ma seppur inquadrato in certi schematismi che, oggigiorno, ne limitano giocoforza il completo godimento, risulta tuttavia un’opera assai sincera e onesta che molto, moltissimo potrebbe ancora insegnare ai più giovani novellieri soprannaturali. Ispirato a Le notti di Salem, di cui viene anche palesemente citato un brano, La notte del demonio mescola sapori e salse di una volta con una divertita grinta stilistica, presentando così un contesto orrorifico molto molto semplice ma dotato di ottimo ritmo e crescendo atmosferico, e riuscendo a giocare su figure archetipiche dell’eroe e del party di protagonisti che, seppur scontate, piacciono per il mestiere, la dimestichezza, l’autenticità.

Aspetto assai interessante è l’altissimo numero di personaggi, dei quali Straczynski fornisce differenti punti di vista – che siano giusti, sfocati o addirittura risicati a poche righe non importa, attraverso le decine di sguardi sugli eventi sinistri che si manifestano nella cittadina infestata creature demoniache viene ricreato lo spirito vivo, sospettoso, cauto, ora pregiudizievole ora fraterno, di una piccola comunità. Così come per la manciata di protagonisti, il cast di comprimari non fornisce grandi spaccati di società, si limita invece a una sequenza di personalità semplici, ben delineate, splendidamente efficaci nel rifinire il quadro complessivo per mezzo anche di un taglio ironico effervescente, elegante, puntualissimo.

Sostanzialmente perfetto nella prima metà dedicata alla presentazione del luogo e alle prime, brutali aggressioni occulte, La notte del demonio, forse complice anche una traduzione un poco ingenua, perde un po’ di smalto nella seconda parte, quando l’orrore è sbocciato e ai protagonisti non rimane che combatterlo. Se piacciono, infatti, la natura demoniaca del nemico e gli interrogativi religiosi sulla cultura indiana da cui nasce, riescono molto meno le rappresentazioni delle creature durante gli scontri, liquidate il più delle volte con superficialità assortite come “Eric vide la cosa”, “Liz sparò alla cosa”, “Kerry colpì la cosa”, e via così. Resta comunque un vertiginoso ritmo narrativo, fatto di rapidi spostamenti di focalizzazione e sufficientemente vari scenari di battaglia, che la lettura scorre agilmente senza mai infastidire.

La notte del demonio è quindi buon esempio di un certo horror vintage: se vi mancano determinate atmosfere oggigiorno impossibili anche solo da sfiorare, e se ogni tanto sentite il bisogno di un tuffo nel passato, riscoprire l’esordio di Michael J. Straczynski potrebbe essere buona cosa. Da secoli fuori catalogo l'edizione italiana, ma facilmente rintracciabile su e-bay o dove sappiamo tutti, è invece tranquillamente reperibile il paperback in lingua su amazon a partire da 0,01£.

2 commenti:

  1. Meriterebbe di essere comprato anche solo per il nome di JMS.

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  2. Infatti! Se fosse stato di qualsiasi altro autore, al leggere la trama non l'avrei neanche mai preso in mano. :D Comunque è un discreto romanzo, penso proprio che un po' alla volta mi papperò anche gli altri due che ha scritto. :)

    Simone

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