Soffocare

By Simone Corà | lunedì 16 novembre 2009 | 13:18

di Chuck Palahniuk
Oscar Mondadori, 2003
280 pagine
9 euro

Il sessodipendente Victor Mancini, dopo aver abbandonato gli studi di medicina, lavora infelicemente in una rappresentazione medievale, una finta cittadella che ospita ogni giorno file e file di scolari insopportabili e maestre affascinanti. Per arrotondare, e soprattutto per pagare l’ospedale in cui è ricoverata la madre ormai morente, Victor ha però ideato un piano brillante: ogni giorno va a cena in un ristorante diverso, e lì finge di soffocare. Immancabilmente qualcuno corre in suo aiuto, e dopo averlo salvato, ne diventa in qualche maniera padre adottivo, inviandogli dei soldi in occasione degli anniversari dell’incidente.
Ma questo trucchetto non potrebbe durare ancora a lungo...

Tra volgarità, vaga blasfemia, perversioni assortite, sesso spinto, estremo e violenza, a volte disumana, la possibilità che il lettore medio, quanto meno quello non facilmente attratto dal richiamo sessuale, si spaventi o rimanga disgustato di fronte a una simile catasta di oscenità, è più che concreta.

Ma come per ogni opera di Palahniuk, una volta addentratisi nel suo folle, deviato universo, si viene travolti da una slavina di idee, da un estro creativo che trabocca, pagina dopo pagina, di brillanti invenzioni e trovate impensabili, sputate con una naturalezza che, spesso e volentieri, lascia storditi.

Soffocare, nonostante l’apparente, cinica semplicità dello spunto iniziale, è quindi un frullato di invenzioni mentali (i flashback con Victor bambino e sua madre, le pietre di Danny, l’ossessione per le malattie) che, in una paranoica, grottesca atmosfera, farciscono la bizzarria del romanzo di pseudoreligione, fantaarcheologica, un pizzico di velata sci-fi e tanto, tanto umorismo nero, che almeno in un paio di occasioni (lo stupro costruito ad hoc su tutte) dà il via libera a sane, piacevoli risate.

Ma a nulla servirebbe tanta fantasia se non ci fosse uno stile adeguato, un’impalcatura narrativa necessaria a sorreggere un simile cosmo innovativo. E lo stile di Palahniuk, si sa, è originale, ingegnoso, irresistibile nella sua narrazione al presente, che mette sullo stesso piano diverse situazioni temporali, e che cola ripetizioni su ripetizioni in un ritmo e in una musicalità paradossalmente magnifici.

Difficile spiegare ancora, spingersi oltre nei meccanismi mentali e narrativi di uno scrittore che, sì, si può dire, è forse uno dei pochi che ha veramente cercato e trovato originalità, travestendola magari da stravaganza ed eccentricità, ma che ha saputo costruire scenari tanto personali che la stima incondizionata nei suoi confronti è d’obbligo per ogni lettore e/o scrittoruncolo che si professi tale.

9 commenti:

  1. Il peggiore che ha scritto insieme all'ultimo!
    Crescizz

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  2. Mah...
    Come ti dicevo da qualche altra parte, io ho letto solo tre suoi romanzi, e Soffocare, madonna, ha tante di quelle idee che mi ha davvero stupito, pagina dopo pagina.

    Che dopo il finale possa deludere, okay, lo posso capire, ma ci sono tante di quelle invenzioni, qui dentro, e scritte in una maniera tanto esemplare, che quasi sento la mancanza.

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  3. mmm...
    Faccio fatica a giudicare questo libro.

    Da una parte, riconosco l'originalità dell'opera: ogni capitolo è una miniera di idea, potrebbero essere tanti racconti brevi capaci di reggersi da soli.
    Ma dal punto di vista complessivo, lo sviluppo della trama non mi ha convinto.
    In questo caso la sregolatezza esagerata ha preso il soppravento sul genio, e pur riconoscendogli la sufficienza, debbo dire che in generale mi ha un po' deluso.

    Alcuni capitoli sono stupendi, ma sono a fini a se stessi, la trama non mi convince e sembra messa giù per incollare situazioni singole, ripeto magnifiche, ma che non danno nessun contributo alla trama generale, se non in maniera forzata e artificiosa.
    Per quanto mi riguarda, il tutto non funziona e non mi ha preso in pieno.

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  4. Io invece, pur comprendendo la tua semi-delusione, ho trovato che la genialità del romanzo risiedesse anche in questa follia strutturale, questo insieme sregolato di passato e presente ed episodi autoconclusivi. :)

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  5. ok
    io sarò di parte
    però qualche dubbio
    ai tempi
    ce lo avevo anchio
    e allora mi sono informato
    e qualche pezzo in inglese
    confesso
    me lo sono letto
    e porca troia
    voi non capite un cazzo
    perché è così americano e antiamericano
    questo palahniuk (così come fight club, così come invisible monsters, e perché no anche survivors) che non potete prescindere da questo aspetto
    sennò siete come quelli che dicono di non capire i simpson
    e ne ignorano la mostruosa struttura antiusa e al tempo stesso very usa.
    Quindi no
    io non agree con voi
    questo libro è una delizia
    ed è pretenzioso dire al chuck che qui la trama la struttura il finale...
    e blablabla...
    Siamo onesti dai, con le idee che ci sono qui dentro qualcun altro potrebbe camparci dieci romanzi (certo, con trame più belle più costruite ecc ecc,) ma io preferisco questi palahniuk che ti esplodono in mano, piuttosto che un diary o di un ninna nanna, dove alla fine sviluppa un paio di idee dandogli regolarità romanzesca.
    Vabbè
    comunque silente è ora che leggi anche questo, ti fa solo che bene.
    :)

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  6. Uè, ciccio, guarda che questo è il mio blog, e Soffocare l'ho letto e mi è piaciuto e l'ho recensito più che bene! XD

    Al di là di questo, la palahniukite mi costringerà presto a rubare altri suoi libri. Magari parto da Invisible Monsters o Survivors, vedremo... :)

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  7. INVISIBLE MONSTERS!!!
    che poi è anche il primo che ha scrivoggiuto, mi pare.

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  8. MrSofa aka Dario26 novembre 2009 23:03

    la palahniukite l'ho presa anch'io! ed è la più bella malattia che abbia mai avuto!
    ho iniziato con fight club, poi invisible monster e survivors.
    non voglio tediarvi visto che di scrittura ne capisco gran poco, ma mettendo fight club da parte (non lo conto perchè la visione del film prima di leggerlo mi ha un po' influenzato) degli altri due ho apprezzato molto...tutto.
    se comunque avete un consiglio sul prossimo che potrei leggere non lesinate ;)

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  9. Ciao Dario, vedo solo ora...

    Invisible Monsters, come ti dicono lì sopra, ma prova anche Rabbia, che è davvero originale e imprevedibile.

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