giovedì 12 novembre 2009

Malarazza

di Samuel Marolla
Epix, Mondadori, 2009
251 pagine
4,90 euro

È sempre un grande piacere, forse perché provato poche, pochissime volte, scommettere su certi scrittori underground, con cui in qualche maniera si cresce, e vedere che, quando compiono finalmente il grande salto, e per Samuel Marolla è stato davvero un salto da medaglia d’oro, la qualità della loro penna non è solo rimasta invariata, ma è addirittura migliorata, offrendo così un prodotto tremendamente accattivante e assolutamente ai livelli di chi scrittore esordiente non lo è più da un pezzo.

Malarazza è un’antologia, e già questo stupisce, perché la prima regola degli scrittoruncoli underground, per lo meno quelli che ambiscono a qualcosina in più, è ‘lascia perdere i racconti e scrivi un romanzo’. Inutile recriminare sul gusto del lettore medio italiano, ma si sa, con dati a volte sconfortanti, quanto le raccolte di racconti siano evitate, snobbate, quando in realtà, soprattutto nel genere horror, è il racconto stesso a essere la forma primigenia della storia del terrore.

Fortuna vuole che il colosso Mondadori abbia voluto scommettere su Samuel, infilarlo nella nuova collana Epix, e lanciarlo così, per l’uggioso mese novembrino, in tutte le edicole tricolori.

Ci sono 14 racconti, in Malarazza, che vanno dalle due alle sessanta cartelle, e ognuno di loro, tolto il bene o male inutile Tequila e peccati, hanno molto, molto da dire su una scena che non ha mai sfruttato a dovere, né raccolto nel momento propizio i propri frutti.

Dalle tentazioni splatter de La carne, passando per un certo onirico lovecraftiano con La pista ciclabile e Il giorno che era il giorno, toccando la fantascienza con Il nemico è, e poi via, horror, horror e ancora horror con lo splendido Sono tornate, il perfido Il coccodrillo e l’originale, perverso giocattolo de Tè nero, Samuel Marolla costruisce atmosfere che grondano miasmi soffocanti, sangue grumoso, scenari deliranti.

Ha uno stile, Samuel, ricco, ricchissimo, che gli permette di creare frasi spesso molto lunghe, colme di subordinate e incisi, ma che non si rivelano mai complesse o troppo arzigolate, e anzi, si mostrano curiose, affascinanti, suadenti, golose.
Descrizioni tentacolari e sovraggetivazione seducente imprigionano così trame magari semplici, esili (La carne, Sono tornate, Candelora), ma le gonfiano di una tale carica orrorifica da lasciare storditi per l’inquietudine che appare, più di una volta, tra le pagine di questo gioiellino.
E così anche racconti striminziti, potenzialmente innocui, inconsistenti nelle mani di un narratore qualsiasi, come L’estraneo e L’uomo che sussurrava ai cadaveri, hanno modo di turbare con rantolii traumatizzanti (il primo) e ammaliare con squisite immagini (il secondo).

Da citare, ancora una volta, senza mai stancarsi, Sono tornate, lugubre, terrorizzante incubo che vede tre amici affrontare due bambine deformi, demoniache, cannibali (prologo allucinante, gente, da stare svegli la notte); Il coccodrillo, che, costruito attorno a un’idea simile allo spunto portante del manga e anime Death Note, spara dialoghi travolgenti e vomita cattiveria incontenibile; e Tè nero, brillante, geniale nella sua intelaiatura apparentemente onirica, ma in realtà di un’annichilente, beffarda crudeltà, contro la quale nulla si può fare.

Dispiace solo per la mancanza di una prefazione, sempre utile, piacevole introduzione a una raccolta di racconti.

Tra le migliori uscite del 2009, Malarazza è L’ACQUISTO indispensabile per chiunque bazzichi il sottobosco horror italiano e sogni un futuro decente per la narrativa di genere. E se non lo comprate, tra l’altro a questo prezzo, dovreste davvero vergognarvi.

8 commenti:

  1. Lo sto leggendo proprio adesso, alternandolo ad "Archetipi" (è lì che ho conosciuto la scrittura di Samuel).
    Che dire, alcuni racconti finora veramente buoni (La pista ciclabile su tutti), anche se sono ancora a metà.
    Mi piace e lo recensirò a breve.

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  2. Bellissima antologia, sicuramente il punto più alto della finora piuttosto fiacca collana Epix.
    Da Sono tornate si potrebbe tirar fuori un film coi controrazzi!

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  3. io ne ho presi due :D

    comunque...

    orrorifiche?

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  4. @ gelo: sì, orrorifiche! XD

    Per il resto, Sono tornate spacca ed è raggelante, e Tè nero è geniale.

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  5. Pure io... :) - Samuel

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