Prisoners (2013)

By Simone Corà | martedì 10 dicembre 2013 | 08:00


USA, 153 minuti
Regia: Denis Villeneuve
Sceneggiatura: Aaron Guzikowski

Capitolo fondamentale dell’evoluzione del thriller o, meglio, di come il thriller possa ancora essere d’autore nella stessa maniera in cui lo sono stati Se7ven, Zodiac, Mystic River, Memories of Murder o la Red Riding Trilogy, Prisoners è sostanzialmente un meccanismo perfetto nel suo fascino maligno e nel suo spargere semi stranissimi che raccoglierà poi con un’eleganza raramente vista altrove, è la consacrazione di un regista dal talento smisurato che può finalmente disporre della giusta visibilità che gli eviti soltanto un certo ricavo glorioso di certa critica.

Quanto assembla Aaron Guzikowski è un mosaico straniante e spiazzante, quasi da non credere che lo sceneggiatore spunti praticamente dal nulla con il precedente e trascurabile Contraband, e Denis Villeneuve lo stende e lo solidifica sfiorando l’horror con atmosfere raggelanti e immagini dal fortissimo impatto, tra labirinti disegnati sui muri e caverne a cui si accede da porte nascoste si potrebbe quasi scomodare Lovecraft per impiego di certi elementi perturbanti, ma non serve disturbare chissà quale immaginario quando la potenza narrativa di Prisoners è un carro armato che lentamente travolge ogni cosa: meticolosamente strutturato, ben ponderato nel dosare il dramma senza mai farlo pesare per facili patetismi sentimentali, l’intreccio nasconde bene i suoi risvolti rivelatori con una progressione di eventi che tiene incollati per ben due ore e mezza negando di fatto qualsiasi peso dovuto non solo alla lunga durata ma anche a un’impostazione ragionata e attenta, dove l’azione è meravigliosamente assente in favore di dubbi, sospetti, dolore, tenacia e personale rassegnazione, elementi che Villeneuve rende vivi e terribili tanto nell’ostinazione di Keller (un Hugh Jackman forse per la prima volta davvero bravo) nel perseguire la sua vendetta/verità, quando nella sottile decisione con cui il detective Loki (un come sempre straordinario Jake Gyllenhaal) non demorde di fronte al puzzle inestricabile che si (s)compone di giorno in giorno.

Difficile rappresentare meglio il dibattito interiore di Keller, le lunghe sessioni nell’edificio abbandonato in compagnia del suo presunto rapitore delle due bambine sono momenti di profonda tragedia visiva/psicologica, vederlo urlare e sfoderare una rabbia dovuta a un retaggio culturale che Villeneuve, da bravo canadese e attento osservatore, mette bene in mostra commuove nel momento in cui la ragione lo interroga e lo torce di fronte all’inefficace giustizia che sta perseguendo. Allo stesso tempo, la freddezza misteriosa di Loki, nata probabilmente in un passato forse non troppo pulito o comunque assai problematico, sfocia in una toccante risolutezza quando il mistero intravede una qualche lontana risoluzione, e una sequenza come quella della corsa in auto, mentre una pioggia di colori sembra sciogliere il parabrezza, è un misto di solennità ed emozione che ben poche volte ho visto nel cinema con una simile intensità. 

Pellicola di gran classe e di squisita eleganza, il cinema americano ha sporadicamente raggiunti simili vette in un genere che crede sia facile da creare e gestire servendolo a un pubblico sonnolento e poco curioso, dimenticando valori, simboli e analisi (l'uso delle armi, la giustizia a tutti i costi) che, chissà perché, solo uno straniero come Villeneuve poteva affrontare e sviscerare dall’interno. Probabilmente miglior film del 2013.

19 commenti:

  1. grande!
    non so se è il miglior film dell'anno in assoluto, ma il titolo di miglior thriller 2013 direi proprio che se lo merita tutto

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  2. Mi associo a Marco: il miglior thriller dell'anno; solido e non noioso nonostante le due ore...

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    1. E il miglior thriller da molti anni a questa parte...

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  3. Ne avete parlato tutti benissimo ma io sono riuscito a perdermelo al cinema... Spero di recuperarlo al più presto e di godermelo almeno in blu.

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    1. Si trova già tranquillamente in brrip lungo torrenti e scalciando muletti

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  4. Grandissimo film, senza dubbio il thriller migliore degli ultimi anni, e uno dei titoli di punta dei Ford Awards duemilatredici.

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  5. anche per me uno dei film dell'anno, se non il film dell'anno...ancora ci devo pensare...

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    1. E' che mi manca ancora qualche pezzo grosso, sarebbe più che altro ingiusto sbraitarlo così, però... :-)

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  6. Porcozillo manco sempre e solo io. Stasera recupero in volata inglourious basterds!!

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    1. MInchia Simò... non sono d'accordo con la tua recensione. L'ho visto e l'ho trovato scialbetto, piuttosto noioso e per niente profondo nello studio del dolore per la perdita di una figlia.
      Perché Jackman è così convinto della colpevolezza di Dano?
      Perché alla fine scavano dappertutto e non spostano semplicemente l'auto?
      Che cavolo di redenzione c'è alla fine? Qualche giorno in un buco ti scusano tutto il male fatto a un ragazzo innocente, peraltro mentalmente instabile?
      Il Canada ha prodotto sulla stessa scia cose molto migliori, più profonde e meno gratuitamente violente.

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    2. Ahahahah, no Eddy, non dirmi questo! Il titolo dice tutto, basterebbe quello per definire la profondità del film!
      Wolverine è convinto perché è culturalmente ignorante e sa usare solo quel tipo di violenza cieca e disperata. Stanno scavando dappertutto, hanno appena iniziato. E alla fine non c'è redenzione, non è che lo salvano e gli dicono bravo, trova semplicemente compimento la sua ricerca (sbagliata) della verità.
      Riguardalo, Eddy, riguardalo e pensa a quanto ho ragione! ;)

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    3. Non ti darò ragione mai, neanche se ce l'hai per davvero! XDXDXD
      Tanti auguri di Buone Feste!

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    4. Prima o poi succederà, vedrai! :)

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    5. Scusate dico la mia con ritardo ma così ne approfitto per dare gli auguri al padrone di casa: il film è molto ben girato e interpretato, fuor di dubbio (e ci mancherebbe, con un cast siffatto), ma forse meno capolavoro di quanto si dice in giro ("nuovo Silenzio degli innocenti" lo hanno definito sui giornali) ma ha un suo perche', quoto Midian:-)). Cmq caro Eddy il buon wolvie è convinto che Dano sia colpevole quando lo dente canticchiare la canzoncina delle bambine...
      Buon tutto...

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  7. del regista ti suggerisco la donna che canta. Un film bellissimo e straziante come pochi

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  8. Eh lo so lo so li devo recuperare tutti!

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