venerdì 2 novembre 2012

Il monster movie che non ti aspetti: Chaw (2009)


2009, Corea del Sud, colore, 122 minuti 
Regia: Jeong-won Shin 
Sceneggiatura: Jeong-won Shin 

Devono passare cinque anni prima che Jeong-won Shin possa realmente maturare e migliorarsi, lasciandosi dietro le ingenuità e l’inesperienza che affliggevano Sisily 2km, ma il suo ritorno è un progetto completo ed estremamente riuscito, capace di metabolizzare i tipici elementi da horror comedy con la giusta professionalità per poterli rioffrire con vesti nuove e interessanti.

Siamo in un paesino di pochi abitanti dove non succede mai nulla, chiaro quindi che un omicidio brutale possa scombussolare la comunità e farla correre ai ripari chiamando in aiuto un poliziotto dalla capitale. Di omicidi ne seguiranno molti altri, tutti a opera di un mastodontico cinghiale che vive indisturbato nei boschi, una bestia indomabile che nessuno pare essere in grado di uccidere.

Il plot è semplice e permette al regista di rielaborare molti degli spunti sui quali è facilmente ipotizzabile si poggi la pellicola: il villaggio zeppo di strambi freak (su tutti il capo della polizia locale); il poliziotto estraneo, scontroso e poco incline a incontrare le stravaganze sociali del posto; il cacciatore solitario e burbero che pare avere un conto in sospeso con il mostro. Jeong-won Shin ricorre infatti all’esagerazione, all’accumulo paradossale e anche a un certo surrealismo pur di offrire un prodotto orgogliosamente di genere ma in grado di intrattenere, missione sicuramente compiuta grazie alla buona fantasia del regista/sceneggiatore, che non ha paura di mettere insieme comicità scorretta (la madre disabile del protagonista e la moglie incinta con cui il poliziotto continua a litigare) e assurdità tipicamente orientali (il cane parlante), aggiungendo al tutto citazioni su citazioni (emblematica ed esilarante quella di Aliens) pur senza mai sfociare nel demenziale puro.

Chaw rimane infatti un monster movie di quelli di una volta, sicuro, efficace, teso e avvincente, magari un po’ lungo nelle sue due ore e passa di durata, ma si parla pur sempre di cinema coreano e la lunghezza media di un film è questa. Il supercinghiale in CG non ha l’effetto violento e annichilente che si vorrebbe, ma azzanna, uccide e mangia un sacco di persone anche con una certa crudeltà, mentre dall’altra parte la scempiaggine della polizia offre quell’ironia stemperante e tagliente che solidifica il contesto, rendendolo tutto sommato sempre credibile.

Jeong-won Shin è ora migliore nella gestione delle telecamere, la sua regia è molto pulita e funzionale e non possiede alcun tipo di virtuosismo che spesso offre il cinema coreano, ma sa imbastire ottime scene di massa e buoni momenti action, e in fondo non gli si chiede di più. Tra le migliori horror comedy di questi ultimi anni, Chaw è un film più che altro ben scritto, con dialoghi ficcanti messi in bocca a personaggi sapientemente caratterizzati, e che si presta felicemente anche a una simpatica seconda visione.  

16 commenti:

  1. e questo me lo devo procurare subito..leggendoti mi si è azzerata la salivazione e non perchè pregustavo braciole di cinghialone!

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    1. Qui ci sono solo ottime braciole, vai tranquillo che film come questo sono una goduria :)

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  2. Concordo con le recensione. L'avevo scaricato (in sprezzo delle prescrizioni del legislatore) con delle aspettative fra lo 0 e il 2, invece si è rivelato un gustoso monster-movie.

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    1. Io ne avevo letto così così, di tanti spunti interessanti ma anche tante lacune, invece mi ha divertito un casino e l'ho trovato delizioso. :)

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  3. Eh, i porcelloni ci hanno sempre il loro pecché...
    vedo di recuperare ma è un pilu complicato da quanto visto.

    ps: silent(e) house mi è piaciuto parecchio. Bella la telecamera in solitaria senza montaggio apparente. C'è un altro bel film messicano girato con la stessa tecnica e molto d'effetto, ma non ricordo il titolo... :B

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    1. Shcrivimi in mail che ti dico come fare :)

      Silent House non male, vero? Mi sembra di ricordare qualcosa anch'io di un film messicano, ma non era un horror, più una cosa di una tizia legata a una bomba o cose del genere, o ricordo male?

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    2. Esatto! Proprio quello.
      Ti scrivo in pv...

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    3. Mo' ti rispondo con un poco di ritardo :-p

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  4. Uh, grazie della segnalazione. Poi mi sembra che tu sia ormai un esperto di cinema horror orientale (coreano in particolare?), che non conosco molto bene, anzi diciamo che non conosco affatto, a parte alcune perle piuttosto famose. Quindi leggerti è sempre un arricchimento sul versante est del fronte. Un caro saluto :)

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    1. Sì, guarda, cinema giapponese e coreano sono i miei preferiti, ormai guardo e seguo solo loro, o quasi, perché trovo tutto ciò che in America non c'è e che in Europa si vede solo a tratti, senza praticamente essere mai rimasto deluso. :)

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  5. Già che ci sono ti chiedo se hai notizie dell'uscita di "Aftershock" del cileno Nicolàs Lòpez, che sembrerebbe cosa interessante visu. A presto.

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    1. Uh, no, aspetto anch'io che esca ma nun saprei dirti...

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  6. Perchè, dunque, non fai un archivio dei film perturbanti orientali che hai visionato, così da poterli adeguatamente tassonomizzare rendendo in tal modo shared e consultabile la tua enciclopedia filmica? Sarebbe un regalo bellissimo che ci faresti. Poi siamo pure sotto Natale...:))

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    1. Eh, magari un giorno aggiornerò in maniera più dettagliata la pagina delle recensioni, che mi dimentico sempre di farlo... :-p

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