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Recensione: Unearthed, di Gina Ranalli

By Simone Corà | venerdì 6 aprile 2012 | 08:00

Delirum Books, 2011
128 pagine, 3,60 € (e-book)

Gina Ranalli è da tempo una stella femminile della Bizarro Fiction, e con storie sbilenche e fumate che parlano di tizi che vanno in giro a picchiare donne gravide per dir loro di stare attente la prossima volta, non poteva che rientrare nel folle carrozzone di questa frangia della narrativa d’oltreoceano. Con Unearthed, però, novella pubblicata da Delirium Books e scoperta grazie a Zwei, la Ranalli si allontana brevemente dalle stravaganze Bizarro per abbracciare un più classico horror di serie b, quello fatto di mostri, scenari apocalittici e disperati sopravvissuti, cose sempre gustose se scritte decentemente.

Con un incipit che richiama I vermi conquistatori di Brian Keene (pioggia costante e voragini nel terreno), Unearthed segue due vicende parallele, quella di Rebecca, vedova solitaria che abita isolata in campagna, e quella di Jim e Stacy, che gestiscono una tavola calda, destinate inevitabilmente a incrociarsi dopo che, di punto in bianco, le terra inizia a crollare nel sottosuolo per lasciar spazio a crateri impressionanti, capaci anche di inghiottire intere città, dai quali sbucano delle gigantesche api.

Come si può intuire, gli elementi in ballo sono pochi e semplici, ma di quell’efficacia soprannaturale che ci piace tanto in queste storiacce dell’orrore. Un pizzico di approfondimento psicologico (la solitudine dei tre protagonisti), una virgola di ironia per renderli simpatici al lettore (in generale ottimi i dialoghi che delineano rapidamente le personalità dei personaggi), e poi tanta azione: da una parte una fuga in automobile con la tensione di un cratere che si può aprire ovunque, dall’altra un buon momento d’assedio con un bee-monster che tiene asserragliati gli ospiti della tavola calda. Uno spruzzo di sangue e di cattiveria per condire qua e là, e il piatto è servito.

Certo, i mostri-ape sono un po’ kitsch, sia per l'anatomia abbastanza superficiale (api giganti e nulla più), sia perché il loro modus operandi è piuttosto prevedibile, si parla ovviamente di uccidere umani e spaccare tutto, senza qualche tocco d’inventiva che aiuti a ricordarli anche a lettura terminata, ma si può sopravvivere alla lacuna.

C’è dell’altro? Assolutamente no. Ma va bene così.

La copertina è del nostro Daniele Serra, ma ovviamente Unearthed è disponibile solo in lingua, costa poco e si legge veloce, potrebbe essere buona sede per testare la lettura in inglese.

7 commenti:

  1. OK. Seguo il consilllio. Se non riesco a leggerlo ti chiedo il rimborso delle zanzare... ihihihi...

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    1. È vietato ricattare il bravo e buono padrine del blog. Un'ape gigante verrà a cercarti ;)

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  2. Va bene tutto, eh, però Gina Ranalli poteva cambiare nome almeno. Chessò, magari Rina Ganalli, mica si chiede tanto.

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    1. Ma Rina è ancora peggio, poveraccia XD

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  3. Bella dritta, grazie! Spero (e mi sembra di capire che sia così) che non ci siano derive Bizarro. Se me lo confermi lo compro subito!

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    1. Niente assurdità Bizarro, solo horror di serie b, semplice, rapido, efficace :)

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