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True Blood - stagione due

By Simone Corà | venerdì 12 febbraio 2010 | 14:00

Creato da: Alan Bell
Episodi: 12
Durata: 55 cad
Anno: 2009

Continuano a succedere cose strane, a Bon Temps, piccola cittadina della Louisiana: un crudele assassino uccide le sue vittime per poi estirparne il cuore, un’enigmatica, affascinante donna sembra stregare chiunque la incontri con oscuri poteri mentali, e Sookie e Bill vengono ingaggiati da Eric per andare a Dallas, dove il potente vampiro Godric è stato rapito da una setta di sregolati religiosi anti-zanne.

C’è molta, moltissima carne al fuoco nella seconda tornata di episodi di True Blood, e se con la prima serie ci si era sincerati circa la natura anomala della materia vampirica qui trattata, davanti a questa stagione due è facile lasciarsi incantare da una lunga, grottesca sequenza di personaggi variopinti e situazioni paradossali che mai cedono il passo a una, pur presente, melensa storia d’amore.

Nota per i suoi eccessi visivi, in questi nuovi 12 episodi True Blood aumenta, se possibile, la miscela di sesso e violenza, con grandini di viscere (su tutte, il cuore servito e mangiato come un dolce) e lunghi momenti orgiastici (i festini a casa di Maryann), spesso miscelati insieme man mano che ci si avvia verso la conclusione, in un’ammucchiata sanguinante decisamente spinta, che mai credo si sia vista in televisione con tale esuberanza.

D’altronde, con una rete televisiva come la HBO, da sempre sinonimo di fedeltà, realismo, credibilità, che si tratti di personaggi, dialoghi o parentesi sessuali, Alan Bell ha le spalle ben coperte, e sembrano non esserci ostacoli di sorta in questa epopea di vampiri dove i vampiri sono però una parte bene o male marginale.

E tra divinità millenarie e zombificazioni mentali, sette religiose e apocalissi imminenti, la seconda stagione di True Blood sorpassa la prima sia per mezzo di una trama ancora più articolata ed effervescente, sicura e solida nella sua ironica bizzarria, sia per una maggior qualità nella resa complessiva.
L’azione viene grossomodo azzerata, lasciando così spazio, come la tradizione HBO vuole, a lunghissimi dialoghi supportati da robuste impalcature psicologiche, in una complessità generale che si fa più raffinata, attenta al particolare, e che gestisce con buon estro creativo i numerosi twist.

Ne esce così uno strano paradosso che in televisione non dovrebbe mai accadere ma che qui invece funziona alla grande: i protagonisti Sookie e Bill, indubbiamente i personaggi meno interessanti dell’intera serie, vengono infatti scalzati da qualsiasi altro comprimario, da un Jason sempre più folle e imprevedibile, accompagnato tra l’altro dall’irresistibilità alcolica del detective Andy, a una Tara sinistra e tortuosa, passando per i nuovi innesti di Jessica e del suo fidanzato, formanti un’insolita, brillante coppia umana-vampirica, e per finire con il quieto carisma di un originale Godric.

Manca ancora qualcosa, nel pastone generale, un qualche ingrediente che dia quel tocco in più, che renda più forte e deciso il sapore, su tutti quel pizzico di solidità globale che trituri certe lacune dialogiche, scovabili qua e là in momenti di eccessivo semplicismo, ma nonostante il motivo per cui Anna Paquin sia contesa da ben due vampiri continui a rimanere irrisolto, True Blood, dopo l’incerta stagione uno, diventa di colpo must-see, serie-tv rivelazione che chiunque dovrebbe seguire.

11 commenti:

  1. Ahia, mi hai anticipato! Tra un po' ne parlerò anche io! ;)
    Che posso dire? A me questo telefilm piace e parecchio. E' l'unico prodotto vampiresco valido in giro e bisogna tenerselo stretto, anche se non corrisponde al mio ideale (che è solo nella mia testa, al momento).

    Tu per caso hai letto anche i romanzi di Charlaine Harris?

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  2. Penso più che altro che sia l'unico prodotto vampiresco meritevole perché, a guardare bene, i vampiri non sono che una piccola parte del grottesco bestiario dell'intera seria.

    E se anche non fosse così, con personaggi come questi, così forti, particolari e carismatici, si dovrebbe guardare comunque. :)

    No, non ho letto i romanzi, e credo che non li leggerò mai. Non dubito che possano essere più meritevoli della solfa vampiresca in libreria, ma seguendo ormai la serie penso proprio che la curiosità verrebbe meno...

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  3. E'un cesso!
    Non rilascerò altre dichiarazioni.

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  4. Non lho mai visto ne lo vedrò
    ma sono iperdaccordo con la cyb!

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  5. La Paquin su questo punto non può che mettere tutti d'accordo. :-p

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  6. what bands are good to see for emo hairstyles?
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  7. Anche tu fedele seguace del vero sangue.
    Bello, bella serie, bella anche la sigla; anche se ho preferito la prima stagione, trovo comunque molto stimolante anche la seconda, confido nel tre, numero magico.

    Sookie, meglio che non mi esprima.
    Come ha detto il reverendo Newlin in una delle puntate più illuminanti:"ma che ci troverete tutti in lei??"
    E che ci troveranno ?

    Io tifo Lafayette!

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  8. Non male, ma anche io ho preferito la prima serie. Troppa confusione nella seconda parte, una montagna di personaggi, e alcune fila erano tirate, secondo il mio gusto, in maniera troppo lenta.
    Piacevole comunque.

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  9. Però a me la prima serie ha lasciato molto l'amaro in bocca. Mi sembrava volesse fare e essere mille cose, sempre il più provocatorie possibili, senza però avere un'impalcatura adeguata.

    La seconda invece l'ho trovata più fluida, pur nella sua complessità, più organizzata e coerente.

    Ah, io tiferò Jason fino alla morte! :)

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  10. Sì, è vero, la seconda è più fluida e complessa, ma meno originale nella struttura.
    Nella prima stagione climax e anticlimax si susseguivano nella stessa scena (un esempio per tutte: renè e la rossa che si fermano con la macchina in una strada deserta. Sembra che lui stia per ammazzarla, invece le mostra l'anello di fidanzamento). Era nella stessa scena che si mescolavano colori ed emozioni contrastanti. Nella seconda stagione, invece, il procedimento è più classico. Scena horror-splatter seguita da scena più intimista-psicologica con altri personaggi e altre situazioni. Climax e anticlimax sono assegnati a contesti/scene/personaggi diversi. Questa struttura classica è ancora più evidente nella terza stagione. Insomma, è vero che la prima era un po' acerba, ma era più originale e spiazzante.

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  11. Ciao Uisisa! :)

    Spiazzante sicuramente la prima stagione lo è stata, ma con la seconda ho visto semplicemente più capacità gestionale, più concretezza nel tenere le redini di una trama complicata e fuori di testa, che sbanda ora verso la violenza ora verso il sesso, e per questo mi è piaciuta molto di più.

    La terza la sto guardando ora, ma mi sta deludendo moltissimo proprio perché, paradossalmente, ha portato all'eccesso le qualità di cui sopra, creando una trama talmente spessa e densa di personaggi che servono sei episodi ingolfati e noiosi prima di riuscire a partire.

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