
Se dapprima sembra di avere a che fare con una storia vampirica di mestiere, gli elementi tipici in fondo ci sono tutti, le stranezze calamitano presto l’occhioa: un’assurda aurora boreale che brilla nel cielo notturno, le auto spente che si accendono a intermittenza, morti che risorgono, strani individui che appaiono sullo sfondo… E continua ancora parecchio questa serie di follie, impossibile raccontarle per rovinare la sorpresa ma è garantito il clima da incubo ricreato con l’incessante cambiare delle carte in gioco. Si viene pertanto sballottati dalla violenza furiosa delle prime iniezioni di orrore, che arrivano come rasoiate dopo il bel clima rockeggiante costruito nei venti minuti iniziali, pur con le sue banalità che tutto sommato non infastidiscono, e la confusione persiste ogni qualvolta il film muta, abbracciando ora momenti sadici ora parentesi ironiche, il tutto in una visione affascinante per ricchezza d’idee e imprevedibilità narrativa.
I Butcher Bros non hanno un controllo perfetto della narrazione, a una prima mezzora pressoché ottimale segue infatti una sessione fin troppo lunga e parlata, né scrivono con la giusta scrupolosità spezzoni e collegamenti, preferendo annunciare il perturbante piuttosto che mostrarlo di colpo (l’inutile e fastidioso prologo), e riuscendo solo in alcune occasioni ad aumentare l’inquietudine (i tizi eleganti nel bosco fanno la loro figura tenebrosa). Pur presentando uno squarcio finale di notevole salivazione orrorifica, Il bosco dell’orrore è in parte irrisolto, non sembra esserci una vera e propria motivazione che congiunga con forza le tante bizzarrie, ma si può rimanere soddisfatti da come si evolve la festa alcolica tra biker che dà inizio alla pellicola e che richiama più o meno velatamente Sons of Anarchy. Peccato per delle recitazioni che oscillano infelicemente tra il moscio e un eccessivo divismo, una più onesta via di mezzo avrebbe meglio catturato l’eccentricità notturna che anima il film.
2010, USA, colore, 88 minuti
Regia: The Butcher Brothers
Sceneggiatura: The Butcher Brothers
Felice che ti sia piaciuto!
RispondiEliminaEh sì, avevi ben consigliato, quella volta! :D
RispondiEliminaa me nella sua sconclusionata commistione di cose è piaciuto molto, davvero (e grazie a Eddy, è vero, è tutta colpa sua!)
RispondiElimina(titolo italiano amorfo, come al solito:-)
Mi sa che lo recupero anch'io. Ciò che non mi invogliava era il titolo che sembrava quasi simil horror italiano trash anni '80. Però, dopo questa recensione, sono decisamente convinto:D
RispondiElimina@ sartoris: già, tutta colpa di Eddy e dei suoi film strampalati che deve tornare al più presto a recensire!
RispondiElimina@ cinefatti: recupera, recupera :)
Avevo visto The Hamiltons e non mi aveva particolarmente impressionata.
RispondiEliminaPerò questo The Violent Kind (ma perché noi italiani dobbiamo sempre dare dei titoli assurdi ai film???) mi ispira, potrei anche cercarlo!!
A me The Hamiltons aveva fatto proprio schifo, lento, noioso, scopiazzato, stupidamente splatter. E anche Scherzo letale fa assai cagare, è addirittura peggio.
RispondiEliminaIl bosco dell'orrore (eh sì, gran titolo italiano) invece è interessante, più che bello. E' molto curioso, ecco, e poi dura poco, una visione penso la meriti. :)