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KZ9 - Gott, Nigger und Wurstel

By Simone Corà | venerdì 8 agosto 2008 | 23:33

Tentare di approcciarsi a un progetto folle come il primo vagito rumoroso dei KZ9 nel mondo della, ehm, come dire, musica, è qualcosa che necessita di enorme coraggio e, se possibile, totale sordità. La regola numero uno dei KZ9, infatti, è negazione, disinteresse, ostracismo, derisione e, in sintesi, completa incapacità di suonare. Chitarra, basso e batteria, e non un solo membro in grado di padroneggiare anche il più elementare giro di accordi. Una notevole presa di posizione, insomma, che forse neanche il più feroce blackster norvegese sarebbe stato in grado di prendere.

Noise, caos e urla belluine formano la musica proveniente dal cuore di questi tre bravi giovini cresciuti a pane e Bruno Mattei (dal cui cult-trash-movie KZ9 – Lager di sterminio derivano nome della band, nickname dei componenti e samples esliranti).
Trenta schegge nichiliste in poco più di venti minuti, dove l’unica melodia vagamente riscontrabile è presente nell’intro estratto dalla colonna sonora di KZ9. Free-improvisation, guitar-cannibalism, funcazzismo e una colossale presa per il culo: Gott, Nigger Und Wurstel è infatti solo fuckin’ noise, senza capo né coda, che, per pura coincidenza, può addirittura ricordare il grind dei Napalm Death degli esordi (una manciata di canzoni dura appena un secondo), ma che, nella sua ostentata finta serietà, è pericolosamente divertente (a patto di ascoltarlo non più di una volta, pena il risveglio degli Ogdru-Jahad).

Perché in fondo l’universo dei KZ9 è permeato da un umorismo nero, brutale e infido, che gioca coraggiosamente con argomenti delicati quali nazismo e razzismo (basta leggere il titolo della demo, tra l’altro scritto in maniera errata, così fa leggenda), infischiandosene di moralismo e di altre brutte cose buoniste. Ne esce così che l’attitudine ridicolmente true e sincera è esilarante, come la scelta degli estratti dal film (ironicamente devastanti) e la vignetta demente presente nel booklet.

Solo trenta copie – già esaurite – per quest’opera di puro culto – edita rigorosamente in musicassetta, in modo da enfatizzarne la leggenda –, di cui possiedo orgogliosamente la numero 24, tra l’altro firmata da Kurt Der Verriicktle in persona, con tanto di calligrafia elementare, errori e correzioni.

Una piccola considerazione finale.
A volte il mondo della musica è strano. Perché a breve uscirà il secondo lavoro dei KZ9, Invasion of the Werenigger (che conterrà qualcosa come novanta, ehm, canzoni), distribuito in preziosissime ottanta copie addirittura da una label australiana, il cui nome, Smell the Stench, è tutto un programma. Si evince che la demenza non ha confini, visto che un progetto volutamente idiota viene supportato da qualcuno che idiota forse lo è veramente. That’s fun. Come direbbe Kurt Der Verriicktle, musica di merda per gente di merda.

Chiudo con un commento proveniente da attenti ascoltatori spagnoli, così di culto che non può non essere segnalato: Great stuff sounding like perverted inhuman activities inside of a cavern!

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