Recensione: Morituris

By Simone Corà | lunedì 28 novembre 2011 | 08:00

HIC SUNT TROIONES

L’evento Nocturniano del Science Plus Fiction 2011 inizia alle 00:30 e la sala è piena. Kim Newman, in prima fila, sorride. Non sappiamo bene cosa aspettarci, ma la trama che il catalogo del Festival propone stuzzica parecchio.

Roma, nel 73 A.C., Spartaco guida la ribellione di duecento gladiatori che si oppongono alle condizioni disumane di vita a cui Roma li costringe. Durante la rivolta resistono ai soldati romani a lungo. Pochi contro un intero esercito. Alcuni di loro impazziscono e si danno alle razzie, agli stupri e alle violenze. Spartaco punisce la loro follia e li fa giustiziare. Ma su quelle terre, quando il sangue torna a scorrere, loro ritornano…

Di questo storyboard fighissimo non si vedrà nulla, se non le ultime due parole, ma a illustrare ancora meglio la pellicola ci pensa lo sceneggiatore Gianluigi Perrone, presente in sala in compagnia di Valentina D’Andrea, una delle attrici. Prende il microfono e dopo due parole si capisce che non si capisce. Ovvero si intuisce che mr Perrone è po’ alticcio, dimentico di dover presentare un film davanti a più di duecento persone. Non riesce a formulare una qualche parola sensata e Valentina, accanto a lui, inizia a guardarlo in maniera perplessa.

La sala è imbarazzata, invece a noi ’sto tizio piace. È un personaggio. È ganzo. Chissà quale delirio storico-allucinatorio ha messo in piedi! Finalmente arriva una frase di senso compiuto: «Questo è un film che noi abbiamo fatto per noi», un concetto che Perrone ripete dieci volte di fila, indomito anche quando arriva la prima derisione del pubblico grazie a qualcuno che urla: «Scusa, per chi è che l’avete girato?»

Bene. Scusate la lunga premessa, ma è importante per dire a tutti voi che quella che leggerete “è una recensione che noi abbiamo scritto per noi”.

Spoiler a pioggia, quindi aprite l’ombrello o mettetevi un impermeabile.

L’epilogo mette in scena una famigliola di cinque persone (mamma, papà, fratellino, sorellina e zio) che si reca a fare un picnic in mezzo ai boschi, nei pressi di antichi ruderi romani, il tutto raccontato lentissimamente con una vecchia cinepresa che rimanda allo spettatore immagini color seppia degli anni ’70. Il più piccolo gioca a pallone, tira un calcio e lo smarrisce – dettaglio fondamentale, occhio a non dimenticarvene, ci servirà più avanti. Lo zio, invece, preferisce molestare la sorellina. E di colpo moriturano tutti per mano di qualcuno che a noi non viene mostrato. Già, moriturano tutti tranne quello che sta reggendo la cinepresa e che indugia sui corpi morti. Non si sa chi sia, “ma a me mi piace”.

Roma, giorni nostri, un uomo in vestaglia sorseggia una bibita in terrazzo e parla al telefono. Un Perrone particolarmente ispirato firma un monologo di cinque minuti sul senso del male e l’ipocrisia di quelli a cui non piace la violenza. Jaques (Francesco Malcom, un passato illustre nel porno) si esprime come un libro di testo, pare leggere da un gobbo e sottolinea continuamente allo spettatore che lui sta recitando una caricatura del riccastro.

A me mi piace il male

Poi inizia il viaggio all’avventura “diretto da noi per noi”. I protagonisti sono di nuovo cinque: due straniere che ci pare si chiamino Troie (uno dei pochi riferimenti storici del film), un metallaro che ascolta Britney Spears, un guidatore espressivo come un pangasio e un buro de Roma che per essere caratterizzato meglio indossa una felpa con scritto ODIO TUTTI. La storia inizia in medias res, in macchina, quindi non sappiamo nulla dei personaggi, anche se presto si intuisce che le ragazze sono state rimorchiate in discoteca. Però poi guardi il cielo e intuisci anche che è pomeriggio.
Discoteca pomeridiana a trent’anni?
Sono in giro dalla notte prima?
Si sono conosciuti un finesettimana fa?
«E quante domande, goditi il film e non rompere le balle!»
«Hai ragione, scusa».
«Dai, che poi arriva la parte che a me mi piace!»
Senza porci troppe questioni tentiamo di goderci la vicenda in attesa dei colpi di scena. Nella vettura i cinque amici parlano di quanto è bravo Al Bano e intanto sniffano coca e trasgressivissimo diluente. Si parla di ricordi che non “sovvengono”, di marocchini pestati a sangue e di utili consigli su come evitare alle Troie straniere spiacevoli figure di merda confondendo la parola “genitali” con “genitori”. Le due ricambiano elencando una serie di luoghi comuni sui ragazzi italiani in discoteca, che non fanno prevedere nessun colpo di scena del film, eh, davvero nessuno. E la fiera dell’inutilità è on the road.

Meno male che arriva il primo twist. Qualcosa sbatte sul vetro dell’auto! Il solito cervo sfigato dei film horror! Il solito negro sfigato dei film horror! No, in realtà i ragazzi scoprono che si tratta di un pesantissimo Tango e che, una volta calciato via in un momento di stizza, rovina addirittura la carrozzeria della loro BMW. Per fortuna che non era un SuperTele, altrimenti gli avrebbe sbriciolato i vetri e divelto il cofano.
Stiamo ancora pagando multe accumulate da ragazzetti giocando nei parcheggi.
Il pallone appartiene al bambino del prologo, proiettato ai giorni nostri perché calciato con una potenza di 1.21 gigawatt ha raggiunto la nota velocità di 88 miglia orarie.

Grande Giove!

Il Buro spera ci sia un bambino da picchiare (perché lui odia anche loro, a ricordarlo c’è la maglia). Il metallaro, credibile come un vecchio pelato che fa un headbanging, gioca a calcio e cerca di fare il simpatico dicendo che ha marcato prima Maradona e poi Pelè. L’uomo pangasio, invece, chiacchiera con una delle Troie di come sia meglio disegnare una luna su un foglio di carta. Dopo tanta simpatia e tenerezza, i nostri eroi tornano in macchina e si scopre che sono diretti a un rave. Parcheggiano IN MEZZO a un campo e si inoltrano in un bosco. Intanto si è fatto buio, ma Picchio è talmente impegnato a voler arrivare alla parte che “a me mi piace” che non gioca minimamente con il calare delle tenebre, non crea tensione alcuna e si limita a mettere in scena i dialoghi sempre più retard dei protagonisti.

Le Troie si accorgono che il rave non c’è, i ragazzi si giustificano dicendo che si saranno sbagliati e che ora chiamano un loro amico. Dopo l’imbarazzante trafila di giustificazioni accampate per non aver preso i cellulari, una Troia offre il suo e i ragazzi possono chiamare il loro idolo incontrastato: il filosofo pensatore in accappatoio che adesso è in vasca da bagno a farsi fare una manicure da una donn…ops! da un’altra Troia. Nonostante lo smarrimento i nostri eroi accendono un fuoco, tirano fuori le birre e preparano altre strisce di cocaina, mentre l’uomo pangasio si allontana con una delle Troie e inizia a sbaciucchiarsela contro un muro.

Nel frattempo, un Predator dalla vista rossa scruta con fastidio i nostri amici. Benvenuti negli anni ’80.

A questo punto, improvvisamente, forse a un cenno della mano di Picchio, i nostri amici compiono una strana metamorfosi che dovrebbe gettare lo spettatore nel panico e invece ottiene l’effetto opposto. Una pagliacciata che è un mix dei cardini sui quali il film si regge: “odio tutti” e “a me mi piace”. L’uomo pangasio svalvola e ordina alla Troia che devesucchiargliilcazzotroia (applauso in sala), poi via libera a una gran ricchezza dialogica.

Succhiami il cazzo
Succhiami il cazzo
Succhiami il cazzo
Succhiami il cazzo
Succhiami il cazzo
Ingoiami il cazzo

Zoomate sul faccione psicopatico assortite.
Vicino al fuoco si respira lo stesso clima Kumbaya My Lord.

«Mo te se ’nculamo, troia!» strilla il Buro. E poi:
Troia
Troia
Troia
Troia
Troia
Troia
E giù botte.

Un uso sconsiderato della violenza che perde significato e sfocia sin da subito nel ridicolo. Nessun climax, nessun dolore, nessun senso di vera umiliazione. Impossibile calarsi nelle vesti di un qualsivoglia personaggio ed essere empatico con lui.

Intanto il Predator, basito come l’intera sala, osserva la scena (lui l’avrebbe girata meglio).

Le Troie vengono menate e insultate con poca fantasia. L’uomo pangasio ottiene un pompino pessimo e ne avrebbe ottenuto uno migliore semplicemente lasciando andare avanti le cose… però vuoi mettere la soddisfazione di mollare due cazzotti e quattro calci in pancia mentre si urla: «Troia, succhiami il cazzo!»?

Succhiami il cazzo, Troia!

Le donne sono oggetti punchinball, come già mise in scena Gabriele Albanesi ne Il bosco fuori, e chi le mena è una macchietta da racconto Ammanitiano (vedi Fango, per dirne uno). Il pubblico è subito assuefatto ai cazzotti come in un film di Bud Spencer e Terence Hill, quindi le sberle non hanno alcun peso. In compenso abbiamo una sodomizzazione con forbice…
Ma perché?
Perché a me mi piace.
Giusto, sorry.
… ma sempre stando attenti alla regola di Hollywood che vieta la visione della lama dentro l’ano.
Perché non la vediamo? È questo l’estremo? È questo il disturbante?

La Troia non urla e non grida, resta paralizzata, forse a causa del fastidioso suono che esce dalle casse, decisamente più irritante di una forbice su per il culo.

Godiamoci allora una parentesi del filosofo riccone che, a sua volta, ha legato la sua Troia e, dopo essersi infilato una maschera antigas, cosparge di acido il petto della poveretta. Poi, preso un tubo e infilatolo tra le gambe della Troia, preleva un topolino da una gabbia e lo cala nel condotto. Picchio resta anche qui fedele alla regola degli studios che vieta la visione del roditore a contatto con la vagina della vittima, scena descritta magistralmente, come chiunque sa, da Brett Eston Ellis nel lontano ’91, in American Psycho. Se il film, come dichiarato, si rivolge a un pubblico di nicchia abituato a certe pellicole, il regista deve aspettarsi che queste situazioni estreme siano già conosciute. Già Gianluca Morozzi cita questa scena nella buona graphic Il vangelo del coyote, mentre Trey Parker e Matt Stone fanno ben di peggio con South Park, mostrando le meraviglie dell’intestino grazie a un paio di incursioni anali topesche.

Nella fase post-stupro-extreme-coitale i nostri amici appaiono abbruttiti, una scena su tutte lascia il segno nei nostri cuori: il metallaro in mutande in posa da uomo lupo mentre sputacchia birra sul fuoco (forse per tenerlo vivo?). A questo punto una delle Troie scaglia una pietra e becca uno stupratore in testa (applauso femminile in sala), poi scappa mentre gli aguzzini si gettano all’inseguimento. Nessuno si chiede come mai ci siano torce accese in giro per i ruderi, ma tutti corrono per i boschi, (chi senza mutande e chi grida “Troia!”) fino a quando il Predator si rivela per quello che è: un Jason Voorhees che, smarrita la maschera da hockey, si presenta con la maschera da gladiatore romano. Ah, i nostalgici anni ’80!

Il gladiatore strattona la Troia fuggitiva e con un paletto di legno la inchioda, A MANI NUDE, a una parete di roccia (WTF? A me mi piace!)

Ed ecco arrivare i suoi amici gladiatori che insieme crocifiggono il Buro infilandogli una lancia nel costato e moriturandolo. Da una fuga si passa all’altra. Anche la seconda attri… ehm, Troia sfugge ai rapitori mentre quelli la braccano continuando a chiamarla per nome: Troia! Ma ormai è tardi per tutti loro. Una temibile nebbia anni ’80 si è abbondantemente diffusa tra le rovine e i gladiatori si aggirano come monolitici babbei ritardati che sfoggiano le loro armi e che restano immobili come mummie karloffiane quando vengono disarmati. Continuano gli inseguimenti finché il piede del metallaro non resta infilzato in qualcosa di strano. Lui dà la colpa ai pescatori (applauso e risa in sala), ma noi abbiamo riconosciuto il misterioso manufatto: è Quelo!

Ma torniamo alla Troia impalata, che si libera, dà due sberle a un gladiatore alto quattro metri e grosso cinque e lo fa cadere a terra, ma quello, colpo di scena, si rialza! Lei corre a perdifiato, invece il mostro cammina e… incredibile, è sempre molto, molto vicino a lei. Panico e suspance! Poi moritura anche l’uomo pangasio, ma subisce una fatality in stile Mortal Kombat.

Kim Newman, in prima fila, deve aver pensato: «Aw, fucking italians, they bring me back to the eighties! And without subtitles!»

Il metallaro, unico superstite, non sapendo che fare chiama il suo idolo filosofo e gli dice che “ci sono dei samurai che stanno facendo casino”. In sala è un trionfo di risate. Tra quelli che sono rimasti. Si prosegue con altre moriturate, di cui una con martellone buzzurro e cervella che volano su una tavola con scritte in latino fondamentali per la comprensione del complesso intreccio ma MAI tradotta, e infine c’è un gran bell’epilogo, un sottile e provocatorio simbolismo ricco di mille significati.

Il filosofo del male, probabilmente credendo alla storia dei samurai, si sta recando in loco (sai, se ho a che fare con gente che si strafà di cocaina e mi chiama nel cuore della notte dicendomi che pescatori e samurai stanno facendo casino, non posso che mettermi in macchina e correre da lui SUBITO, che razza di amico sarei se dubitassi?).
Ma sulla strada troverà…
A) un Tango insanguinato con scritto “hic sunt troiones”;
B) Kim Newman che vaga senza meta tutto solo;
C) i nostri cinque amici moriturati e crocifissi .

Verrebbe da alzarsi in piedi e gridare al capolavoro, ma nelle vicinanze Perrone, a colloquio con uno spettatore, è tutto esaltato e sta gridando “è più violento di Martyrs”, e non ce la facciamo più.

Piccolo aneddoto finale. Uscendo dalla sala incontriamo un Kim Newman abbastanza meravigliato.
«Brutto film, Kim», gli facciamo.
«Già, penso sia il peggior film che io abbia visto a questo festival» dice lui, sempre sorridendo.
«Una pellicola italiana… ci dispiace».
«La cosa peggiore», confessa infine lui, «è che sto aspettando lo sceneggiatore che deve darmi un passaggio in albergo».

[Crescizz & Simone]

52 commenti:

  1. Recensione spettacolare ragazzi,il film sa tanto di cazzata ma la vostra recensione è veramente uno spasso:D

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  2. Sembra pari pari uno degli ultimi film di Dario Argento.

    Ian

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  3. @ Frank: :)

    @ Fra Moretta: thank you very much!

    @ Ian: be', no, dai, qui siamo propri a livelli tragici... Le ultime robe di Argento sono innocue e fanno ridere per questo, con Morituris è tutta un'altra storia XD

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  4. Bravo, ora ti arriva lo sceneggiatore a casa con rumeni prezzolati e cattivi. Io non ti conosco, lo sai eh...

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  5. Wow che mi sono perso! :)

    Simone

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  6. Gran bella recensione per un film che deve essere stato difficile vedere fino alla fine. ^^

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  7. http://occhiliquidi.wordpress.com/28 novembre 2011 16:33

    Mamma mia, che disastro !

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  8. ahahah geniacci!!
    cosa si può dire dopo una recensione del genere... XD

    ps: Kim Newman è il mio nuovo idolo, sappiatelo!

    (questo commento è scritto per me)

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  9. E se googli Morituris ti escono solo recensioni positive, allucinante.

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  10. "Xe ganz o non xe ganz 'sta recensione? Xe ganz xe ganz!" direbbe quell'arzillo vecchietto.

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  11. Ahahah, grande Giovanni! Che a quell'arzillo vecchietto devono fargli una statua! :)

    @ Vincent: Kim Newman deve diventare l'idolo di tutti! :D

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  12. Peraltro ce l'ha già scritto nel titolo di che film si tratta (moriturus) :)

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  13. Kim Newman mi fa sempre più senso.

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  14. @ Psiche: effettivamente... :)

    @ Cyb: dovrai adorarlo anche tu, come tutti!

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  15. ...

    Ho googlato Morituris...

    Mi hai fatto fare l'atto di Satana, davvero, non te lo perdonerò mai...
    Ho googlato e letto le recensioni...
    Ti spingono a cavarti gli occhi ben più del film stesso.
    Non ne usciamo, non ne usciremo mai.

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  16. Kim Newman mi fa sempre più sesso...

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  17. @Cyb: hai digitato "senso", ma intendevi "sesso" XD
    @ Simone & Elvezio: ho letto anche io le altre recensioni...non capisco che film si siano guardati, per non parlare delle locandine in stile exploitation-a-me-mi-piace!

    Crescizz

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  18. @Elevezio: oddio, la mia prima esperienza virtualtelepaticdemens, ovvero pensare la stessa cazzata e postarla in contemporanea! XDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDD

    Crescizz

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  19. la aspettavo trepidante e finalmente eccola qua, la recensione del prossimo venturo rinascimento morituro del cinema diggggenere itagliano.
    mi avete fatto cappottare dalle risate, sappiatelo.
    adesso devo vederlo anche io 'sto capolavoro

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  20. @ Elvezio: boh, per quanto si possano trovare cose positive in questo film, tipo, boh, certe cose nella regia di Picchio, ce ne sono tamlente tante di negative che non si può salvare proprio nulla.
    E a Trieste eravamo in tanti a ridere...

    @ Crescizz: è una cosa molto preoccupante, questa... XD

    @ Lucia: è da vedere assolutamente, è il film culto del 2011 e di tutti gli anni a venire! :D

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  21. o googlato anche io.
    sto soffrendo tantissimo.
    ulcera e colite spastica

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  22. ovviamente la frase era HO googlato, ma la tastiera dellufficio me se magna le lettere.

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  23. Porcodue Silente non concedere un millimetro! Quali cose positive? Mia nonna sul cesso è positiva!
    Questi sono una roba inguardabile e inspiegabile, cioè ok, sei un utente del forum di Nocturno e scrivi 'sta cagata di film e poi Nocturno te lo recensisce bene, ma grazie al cazzo, maddai, che sorpresa, anche mia madre dice che scrivo bene e io però le dico che è pazza e che deve smetterla.

    Questa è immondizia, poi ci si scherza come fai/fate benissimo voi e apprezzo e me la ghigno, ma non retrocedere di un millimetro, sta roba è indegnis e loro (ma non lo possono ammettere, ovvio) lo sanno. Altrimenti, se non lo sanno, va in cortocircuito tutto quello che hanno detto e scritto di cinema horror negli ultimi 234890758476 anni. Cioè, menzionare Martyrs accanto a questo robo, ecco, io spero ci sia l'aldilà affinchè soffrano...

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  24. @ Lucia: calci allo stomaco, sì, ma in fondo anche tante risate, dài... ;)

    @ Elvezio: ahahah, no no, volevo solo dire che potrei anche capire chi cerca di vederci qualcosa di buono a tutti i costi, magari anche solo dal lato tecnico, ma che di fronte a un tale abominio è davvero impossibile cercare di essere "buoni" e "positivi", come invece leggo in tante recensioni.

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  25. non ho visto il film (solo il trailer, e credo basti) e non mi sento di infierire, ciò che mi turba è che Perrone (se ho ben capito è originario del paese in cui vivo, ma non lo conosco) scrive per Nocturno (tra l'altro anche bene, i suoi pezzi mi sono sempre piaciuti) e che la rivista non sia stata obbiettiva nel giudizio un po' brucia, visto che per anni ce l'hanno menata con lo sguardo libero e spietato di chi non deve dare conto a nessuno (io sono stato un fan della prima ora del mensile, quand'ancora era una roba fotocopiata, e lo compro tutt'ora!!!)

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  26. Io è tanto che non seguo più Nocturno, per vari motivi (tra i quali soprattutto l'esaltazione di certo cinema italiano di genere di una volta), e questa cosa della recensione strapositiva di un "loro" film lascia effettivamente un po' così.

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  27. Il filone horror dentro il quale si colloca Morituris, non è ciò che mi piace vedere, ma al di là del mio gusto personale, trovo Morituris girato molto bene, con una regia forte, e una seconda parte divertente.

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  28. Non metto in dubbio che Picchio abbia delle qualità dietro la mdp (anche se solo in alcune porzioni), ma già il fatto che il film voglia essere divertente nella seconda parte (e ricordiamo che è un film splatter con cose di denuncia sociale e ricerca di una sorta di filosofia della violenza) mostra quanto poco valga.

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  29. ero molto curioso di legger qualche commento su questo film...posso solo ringraziare Simone Corà per la recensione di un film che nn ho visto....nn vedrò mai...ma siccome ho conosciuto lo sceneggiatore spesso ubriaco nei pub di san lorenzo a roma....era curioso di leggere i vostri commenti....beh se ho un rammarico è quello di nn poter condividere le risate che gli spettatori si saranno fatti...io posso aggiungere che questo personaggio è un vero zozzone....ai limiti dell'alcoolismo....uno di quelli che entra nei discorsi altrui e diventa piu stressante di una mosca d'estate...l'unica cosa interessante era la sua immagino ex ragazza che nn capivo quale motivo aveva di tenerselo vicino...visto che oltre a far schifo come uomo aveva spesso calate tendenti al gay....con tutto il rispetto eh...cmq ti ringrazio delle risate!

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  30. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  31. Ahahah, grandissimo Gianluca, e io ti ringrazio per le tue! XD

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  32. Cristiana Astori31 marzo 2012 13:40

    Onestamente a me che l'ho visto Morituris è piaciuto. L'ho trovato ben girato, oltre che coraggioso e con un sottotesto che fa riflettere sulla malvagità e sulla stupidità umana, ben lontano dal buonismo e dal semplice ricalco di modelli d'oltreoceano a cui spesso si ispirano le produzioni indipendenti. Ho apprezzato anche la contaminazione tra rape & revenge e slasher, e il fatto che non ci fosse pietà per nessuno, buoni e cattivi.
    Penso inoltre che non sia corretto, innanzitutto giudicare un film senza averlo visto, inoltre esprimere apprezzamenti di natura personale sugli autori nascondendosi dietro a un nick.

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    1. A noi non è piaciuto proprio perché, cercando di essere coraggioso, ottiene l'esatto contrario, finendo per diventare estremamente gratuito, oltre che ridicolo e, in generale, tutto ciò che vorrebbe criticare.

      Poi, be', il commento di Gianluca è sul personaggio, che di certo al S+F non ha fatto una gran figura... :)

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    2. signorina se vuole le lascio il mio nome e cognome senza problemi....se il suo amico è un ubriacone non è certo colpa mia ne tantomeno dell'alcool....anzi lei che è sua amica lo aiuti. ps: è anche molto carina anzi belliffima da quel che ho potuto vedere...anche se cristiana come nome mi fa venire l'allergia.

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  33. spero che gianluca venga denunciato alla postale per calunnie

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  34. Volevo solo dire a tutti quanti che se si vuole criticare una qualsiasi opera cinematografica, per quanto schifo possa suscitare, lo si deve fare con autorità e, soprattutto, con serietà. Ho solo letto un noiosissimo resoconto di quanto accade durante il film in maniera molto ironica ma poco, pochissimo incisiva e graffiante. In poche parole chi ha scritto la recensione dovrebbe cambiare mestiere.
    Mario

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    1. Se era così noioso perché l'hai letto fino in fondo?

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  35. gianluca ritorna tranquilli :D beh vi racconto un aneddoto di anni fà...con un mio amico ci recavamo spesso ad un pub dove il gianlugino spesso mostrava le sue performance etiliche....una sera di queste iniziò un discorso sul cinema d'horror elencandomi e deridendomi sulla non conoscenza di codesti film che a suo modo di vedere erano pietre miliari...a me sinceramente poco importava...fissavo la sua ragazza e nn lo calcolavo proprio....a lui bastava scroccare qualche sigaretta x placarsi...ma purtroppo i suoi deliri erano come titoli in borsa...alti e bassi continui...al che pensavo che prima o poi arrivasse il momento che si affogasse nella stessa urina per quanto beveva( birra rossa se nn ricordo male era la sua preferita) la frase che ricordo con molta empatia era..."morituris è belliffimo"....si belliffimo perchè con la sua calata molto gay arda ripeteva in continuazione il suo concetto....ossia belliffimo.
    di certo mi mancano le sue continue sbandate avanti ed indietro x il bagno....e spero che prima o poi possa far uscire un seguito di questo film....potrei consigliare "belliffimus" hic hic hic...ma solo un gocetto xchè il gianluigi regge bene alcool....ma l'alcool nn regge lui. saluti a tutti!

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    1. Bella lì, Gianluca, fortuna che sei tornato! :D

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  36. Fantastica recensione!! Mi è quasi venuta voglia di vederlo..
    (..quasi..)
    XD

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    1. Devi vederlo, adesso non puoi più tirarti indietro! ;)

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  37. Gae, ma se il frocio era lui, com'è che te uscivi con il maschio e lui con la femmina?

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    1. Belle la battute da Bagaglino, ancora ancora!

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  38. Ahime c'ero anch'io quella sera ...
    Simone, ti quoto in pieno : era VERAMENTE una schifezza senza un perchè ( perchè 'ce piace' ??? ).
    Ma se dai un'occhiata in rete, trovi tante recensioni positive .
    Ma avranno visto lo stesso film ?
    P.S.: tu pensa che io ed un amico abbiamo comprato gli ULTIMI DUE biglietti ed abbiamo pensato che eravamo fortunati !

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    1. Anch'io ho stretto il mio bel biglietto tutto contento, speravo proprio fosse un bel filmetto, e invece era un capolavoro!

      E purtroppo sì, in rete lo incensano in maniera clamorosa, perché, si sa, l'horror italiano bisogna supportarlo anche a occhi chiusi perché sennò non lo fanno più...

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  39. Con le vostre volgari fanfaronate avete dato prova di non capire nulla di cinema. Siate tutti maledetti, voi e i vostri figli per sei generazioni da oggi. Nawul paktar hini meshte!

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    1. Ahahahah, oddio, ti amo, per favore torna ancora a commentare!

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  40. Oh, ecco, una recensione negativa; mi sento decisamente meno solo.
    Possibile che tu sia l'unico ad averlo criticato?

    Premetto una cosa: non mi piacciono gli scritti inutilmente dileggiatori, nei confronti di chi, comunque, s'è fatto un mazzo a tarallo con soldi e sacrifici per portare a termine il girato, a prescindere dall'esito finale.
    Ecco, alla fine sei stato più spietato dei gladiatori del film.

    Ad ogni modo, credo tu abbia centrato il punto, Simone, quando affermi:

    "Un uso sconsiderato della violenza che perde significato e sfocia sin da subito nel ridicolo."

    Perchè alla fine il film avrebbe potuto dire di più (e meglio) anche con una singola scena di violenza ma degnamente valorizzata da un trionfo della sofferenza messo in scena ad arte (e Picchio ne avrebbe avuto le capacità), mentre sembra proprio che il regista abbia sposato quell'assurda concezione che più scene efferate e crude si mettono, meglio è, impantanandosi nella voglia di shoccare a tutti i costi, che, almeno nel mio caso, invero, ha sortito l'effetto contrario.

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