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Gran finale al Fantasy Horror Award

By Simone Corà | lunedì 22 marzo 2010 | 16:15


Se n’è parlato fin troppo, di questa banda di pagliacci, qui, qui e in molti altri luoghi della blogosfera, e forse sarebbe il caso di voltare pagina e andare oltre, ma come si fa a non concedersi un’ultima, incontenibile risata di fronte ai vincitori delle 16, ehm, ambitissime statuette in palio?

Perché sarebbe bastato poco, pochissimo, un uso elementare della materia grigia, posto che se ne possa trovare, in quel di Orvieto, per mascherare più o meno decentemente quelli che si sarebbero rivelati premi posticci e pilotati.

Ma, forse, così come per la ridicola odissea del concorso Fantastique, Gulli & Co. non devono ritenere l’appassionato horror capace di muovere le rotelline mnemoniche, e quindi, giusto per dirne due, tanto sono tutte e 16 scandalose, si premiamo [REC2] come miglior film e Shadow come miglior sceneggiatura giusto perché all’evento erano presenti Balaguerò e Zampaglione.

Come dicevo nell’ultimo post dedicato al FHA, non ho ancora colpevolmente visto i film in questione, ma è davvero questo il MEGLIO sfornato dall’horror 2009? Sul serio? Con pellicole come Martyrs, Lasciami entrare, Trick’r’Treat e Thirst, giusto per dire le prime che mi vengono in mente?

Certo, gareggiavano misteriosamente con, ehm, capolavori del calibro del pur divertente Dead Snow

Sarebbe però interessante scoprire, come dice Elvezio sul malpertugio, come abbia fatto la giuria, composta anche da autori stranieri, a poter valutare effettivamente Ho freddo, di Gianfranco Manfredi, miglior romanzo horror dopo una dura, immagino, lotta con uno Urban Gothic di Brian Keene mai tradotto in Italia. Stessa cosa per i comics, categoria vinta da Hack and Slash, o per le iniziative editoriali horror, in cui ha trionfato, madonna, Cornelio di Lucarelli.

Il FHA raggiunge però l’apoteosi nell’assegnare il riconoscimento di miglior portale horror a un certo sito italiano, un portale che, qualitativamente, non ha mai avuto niente da offrire, ma che, nonostante tutto, ha battuto nientepopodimeno che la bibba Bloody-Disgusting, sito riferimento per chiunque bazzichi da queste parti.

In Italia abbiamo il miglior sito horror del mondo, anche se, come qualunque altro portale del globo, trova su Bloody-Disgusting tutto il materiale necessario per far mandare avanti la baracca. Però è il migliore! Festeggiamo!

E il Fantastique? Chi poteva vincere se non la Santamaria, l’unico nome conosciuto tra i finalisti, nome che, guarda caso, eh, era presente alla manifestazione? Ma d’altronde, cosa ci si poteva aspettare da una manifestazione che ha promosso un concorso letterario gestito da una scuola di ballo, il cui bando è stato cambiato più e più volte durante lo svolgimento, e composto da una giuria, costruita sul momento, che non ha letto manco un racconto?

14 commenti:

  1. Un cosa così schifosa non mi capitava da...
    uhmm...

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  2. Comunque le spese legali le dividiamo insieme a Gelo, ora vado a dirglielo...

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  3. Ehilà! Non sapevo dove commentare, se da Elvezio o da te. Ora, a panza piena, il fato ha deciso che tocca a te: rassegnati.

    Gli esiti, in sé e per sé, non li discuto. Primo, perché tanto sono sempre discutibili e, secondo, perché non ci vorrebbe molto a mettermi a cuccia con il vecchio adagio sull'Italia "paese di allenatori della nazionale".
    Detto in tutta sincerità di una cosa sono pure contenta. Manfredi mi piace parecchio, lo seguo da anni: qualunque omaggio dato a lui mi fa solo felice.

    Comunque, come esiti vanno bene anche questi, almeno per me.
    Le dinamiche no. Quelle sono inquietanti, sono brutte.
    Mi fa impressione che, tra Midian e Malpertuis, praticamente tutti i vincitori di tutte le categorie fossero stati correttamente identificati molto prima delle premiazioni.
    Queste previsioni – correggimi senza problemi se sbaglio - sono state fatte sulla base della pura e semplice sfiducia, e i fatti le hanno confermate sistematicamente.

    Il premio Fantastique merita un discorso a parte, perché è stato gestito in modo terribile malgrado fosse un fortissimo punto di contatto con gli appassionati molto-true.
    Non è per la Santamaria, che conosco poco. Ho letto solo un suo racconto e non era il mio genere, ma so che è sulla scena da un bel po' e che ha il suo seguito, perciò di base tendo a rispettare il suo lavoro.
    Ancora una volta, non è questione di esito: sono le dinamiche a turbarmi profondamente.
    Ho consigliato quel concorso a persone che hanno buttato i loro soldi e soprattutto il loro tempo per partecipare, persone che sono state prese in giro. Un sacco di gente, anche più introdotta di me (e questo mi consola), ha supportato il concorso sulla fiducia.

    Non voglio prendere le parti del censore. Se l'industria culturale si chiama così c'è un motivo.
    Non credo sia realistico o giovevole sognarsi una "scena horror" senza compromessi.
    Uno scenario ideale/ipotetico con tipo 10 premi di cui 2 notoriamente e palesemente prenotati dalla marchetta agli ospiti, secondo me - perdona la scorrettezza politica - è "sano". E' cosa buona e giusta portarsi in casa il nome grosso e rendergli onori più o meno mercenari, perché se il nome in questione è grosso sul serio la guest star chiama gente, pubblico, testate, movimento. Distribuisce visibilità. Complessivamente il meccanismo fa bene al genere; se poi chi c'ha il naso senza caccole ci tiene a storcerlo, pazienza e sticazzi. ma soprattutto sticazzi.

    Il problema sorge di fronte alla mancanza totale di pudore. Sorge di fronte a un contesto in cui la visibilità non si distribuisce affatto e l'unica cosa che salta all'occhio è un meccanismo che usato con buon senso machiavellico avrebbe costruito cose, esattamente come, adoperato senza misura, le distrugge e basta.
    Così è demotivante. Rinchiude l'appassionato davanti ai suoi dvd, lo inchioda ai forum a divulgare sfiducia. E squalifica anche i vincitori, che si trovano associati a criteri di selezione limacciosi indipendentemente dal merito. Per chiunque abbia passione, nel produrre o nel comprare horror, non è un bel vedere. In finale, sul lungo termine, a chi giova?

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  4. no no
    eccheccazz
    io non divido spese legali con voi due
    le paghiamo tre volte piuttosto!

    e comunque sì
    magari le dinamiche potranno anche spaventare
    ma il prendere per i fondelli non spaventa,
    infastidisce

    tante piccole cose palesi
    tanti piccoli imbrogli
    il marketing per emergere deve rimanere primario, condivido
    ma esiste anche un modo onesto di farlo.
    Questo decisamente non lo è, e sinceramente quando si arriva a livello del fantastique...
    boh, insomma,
    son 20 euro per aver scritto e mandato narrativa che nessuno ha letto, checché ne possano dire gli organizzatori.

    Un bando di concorso è comunque un'offerta pubblica.
    Mi dai questa cifra, rispetti le mie condizioni e io rispondo con un certo comportamento. E premiare porta implicitamente la valutazione delle opere.

    Nessuno ne ha ancora parlato e non ve ne sono gli estremi (pratici), ma se io richiedessi indietro i miei 20euro, perché non dovrei riaverli? I miei racconti non sono stati valutati e io avevo pagato anche per quello.

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  5. @ Agony (e Gelo): Sì, sì, commenta qua, che sul malpertugio sono già in troppi e poi Elvezio è vecchio e invece qua siamo tutti gggiovani!

    Guarda, io concordo sulla cosa dei “premi pilotati”, ne parlavo giusto col Bonazzi poco fa. Voglio dire, tra organizzazione, ospiti, invito ai fan ecc, non ci vedrei “niente di male” a fare una cosa pro-spettacolo, una cosa di marketing finta però fatta con intelligenza. Di certo buttare a casaccio una manciata di nomination in altrettante categorie fatte alla cazzo non è una gran trovata, ma quella combriccola di pagliacci, boh, se può dare in mano un concorso di narrativa a una scuola di ballo si vede che può fare tutto.

    Poi, ho scritto il post velocemente perché avevo poco tempo, quindi magari sfugge che Manfredi, eh, a me non è che faccia impazzire, però ne riconosco le qualità narrative, così come quelle – immagino – della Santamaria (che a me il racconto con cui ha vinto il Lovecraft ha fatto discretamente schifo, e poi ci sarebbero alcune altre cose non proprio bellissime, ma magari il racconto “vincitore” è oggettivamente bello, anche se chi lo potrà mai sapere visto che nessuno ha mai letto i racconti in gara), ma questi riconoscimenti, alla fine, sono, e spero che anche loro sotto sotto la vedano così, soltanto cagatine irritanti, forse addirittura offensive.

    Perché, appunto, come dici tu, la cosa non giova a nessuno. Ma ai Grulli di Orvieto la faccenda forse non interessa troppo.

    L’importante, ora, è parlarne parlarne parlarne, e riempire di merda questi tizi fin dentro le narici.

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  6. E comunque le spese legali tutte a Gelo.

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  7. Certo che il marketing conta e il nome grosso conta (appunto, quello grosso, in fin dei conti di nomi grossi a Orvieto non ne ho visti così tanti eh) ma puoi organizzare il tutto in maniera molto, molto più furba.

    Chissà come mai ma sul Toronto Film Festival o anche solo a casa nostra, al festival di Udine, sospetti non ce ne sono, mentre al vecchio Fantafestival di Roma o a questo di Orvieto la cacca è piovuta...

    E le star ci sono anche a Udine e ha sempre fatto bene al genere.

    Suppongo la differenza stia negli organizzatori, che sono di calibri e stature diverse, pur volendoci guadagnare in entrambi i casi, cosa più o meno sacrosanta.

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  8. L'uomo dei fumetti23 marzo 2010 11:12

    Bah... ammetti, invece, "giovane" Silente (che ci vuole un bel coraggio a definirsi giovane in prossimità dei trenta, stando ancora a gingillarsi con paccotiglia horror di serie zeta e fumetti, che solo la parola fa attorcigliare le budella) che il tuo è solo risentimento per non esserti aggiudicato la statuetta che tanto denigri. E per attirare visite al tuo blog (ché ti raffigurava con le matite nel naso, noi abbiamo memoria) ti appoggi, senza ritegno, ai vaneggiamenti di un anziano.

    Volpi, ecco cosa siete, volpastri dal pelo rognoso che abbaiano contro un grappolo d'uva troppo alto per le vostre fauci ballerine.

    Siete complottisti sinistrorsi, cattocomunisti invidiosi, fascisti zen... meno male che Silvio c'è e ridurrà i vostri blogghini a un grumo di pixel!

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  9. Hai ragione su tutto tranne il fatto che ho ancora 27 anni e sarà gggiovane sempre. Tiè!

    @ Elvezio: organizzatori... che parolona!

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  10. @Gelo
    Quando dici: "un bando è un'offerta pubblica", per quanto ne capisco, non c'è granchè da ribattere. Davvero, su questo non individuo margini di discussione.

    @Simone
    E' proprio quello che ho letto anche io, il racconto del premio Lovecraft. Non piaceva nemmeno a me, ma se non sbaglio è anche una cosa scritta diverso tempo fa.

    @Elvezio
    Dai, la "grossezza" è relativa. Sul serio, intendo, non come il senso dell'espressione "finalista".
    Io per grosso intendo: qualcuno che la gente ha molta voglia di sentir parlare. Nomi interessanti per parlare di horror, al festival, ce n'erano.

    @Fumetti
    Matite nel naso? Dicci di più!

    A parte questo, concordo con le vostre considerazioni.

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  11. http://www.fantasyhorroraward.com/?p=1526

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  12. Iarrera, potresti anche firmarti e non rimanere anonimo.

    Pescatore di plagiatori di King

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