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Garth Ennis - Nessuna pietà agli eroi

By Simone Corà | lunedì 1 marzo 2010 | 13:25

C’è un desiderio, uno fra i mille e più che si danno battaglia nella mia scatola cranica, che, da quando mi sono intrufolato nell’universo editoriale, mi ha sempre solleticato: credo infatti che l’essere invitato a scrivere appositamente per un progetto collettivo dia in qualche modo una soddisfazione impagabile, una piacere narrativo che raggiunge uno dei livelli più alti possibili nei sogni di un umile, sgangherato scribacchino.

Essendo lo scrittore di storie la meta che, più o meno, cerco costantemente di raggiungere, mi sorprende, anzi, direi che mi lusinga che quella brama lassù non sia rimasta tale quando Valentino Sergi mi ha chiesto di scrivere un piccolo saggio critico su quel genio di Garth Ennis per quello che poi è diventato Garth Ennis – Nessuna pietà agli eroi, saggio collettivo targato Edizioni XII e in uscita a maggio.

Forse ho sbagliato mestiere, cioè, ho sbagliato hobby, o forse significa che anche Midian, questo minuscolo spazio virtuale nato senza nessuna aspettativa, se non quella di bissare i trenta giorni di vita del precedente, inutile blog, men che meno quella di fare, madonna, il critico, be’, forse serve a qualcosa.

Mi sento discretamente piccolo, un nome sconosciuto e insignificante in mezzo a gente importante del mondo critico e fumettistico, per non parlare dei disegnatori coinvolti. Da smoky man ad Alessandro Bottero, e passando per Elvezio Sciallis, ma lo conosco di persona e lui mi prende sempre in giro e quindi non vale, mi verrebbe da chiedere cosa diavolo ci faccio lì, con il mio mini saggio di una manciata di cartelle su un’opera minore di Ennis, quel folle Dicks che, tra l’altro, in Italia è in gran parte inedito.

Certo, si potrà dire, collaboro per Edizioni XII e, pensa un po’, appaio in una loro pubblicazione, sai che fatica, ma tanto le malelingue esistono sempre e comunque, e quindi blablabla a tutti voi, resta il fatto che la soddisfazione è consistente, e ci sono notevoli probabilità, quando sfoglierò il libro, di crollare a terra preda di deliri mistici.

Non ho ancora avuto modo di leggere gli altri pezzi, ma visti i nomi coinvolti l’alta qualità mi sembra garantita. Immagino, poi, che un po’ chiunque bazzichi da queste parti conosca qualche lavoro di Ennis, che con Hellblazer, Preacher e il Punisher ha scritto pagine fondamentali del fumetto, pagine intrise di violenza e ironia, volgarità e provocazione, genialità e innovazione, e che quindi la curiosità sia molto più che stuzzicata.

Non posso naturalmente sbilanciarmi oltre, ma mi sembra un progetto interessante, e spero che siano in molti gli amanti del fumetto e dell’horror in generale che, a maggio, ci faranno un pensierino.

Ma visto che maggio è lontano, e visto che XII è un macchinario in costante movimento, sono molti i lavori con cui potreste intrattenervi nell’attesa. Le prime due, recenti novità sono Il segreto del Morbillaio, di Danilo Giovanelli, e Raimondo Mirabile, futurista, di Graziano Versace, i romanzi vincitori della prima edizione della selezione editoriale iNarratori.

Spassoso ed esilarante il primo, benniano oltre ogni limite nel raccontare le comiche disavventure semi-soprannaturali di un gruppo di bambini in cerca del segreto di un illustre poeta, curatissimo e insolito il secondo (a partire dall'immagine di copertina qui a fianco) nel calare una vicenda horror-fantascientifica a vase di alienie e filosofia nella Milano bene dei primi del Novecento.

Vi aspettano sullo shop online!

9 commenti:

  1. Pensavo avessi finalmente capito che sono sempre serio...

    Comunque ormai sei troppo grande per la Rupe di Sparta e purtroppo troppo buono, bravo e fedele per quella Tarpea quindi ti dobbiamo sopportare e se il libro non venderà una ceppa la colpa sarà chiaramente solo tua.

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  2. "Purtroppo troppo" è intenzionale, ovviamente, mica come te che scrivi con il mesencefalo...

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  3. Vedrai quanti fan che mi adoreranno e mi chiederanno le copie autografate che ci ho io, vedrai...

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  4. Scusa Ma dico, puoi bannare gelo che viene a dire parole di brutture in casa tua? Dai, fallo, dai...

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  5. A onor del vero, nella postfazione svelo il meccanismo perverso alla base delle mie scelte (e, quindi, su come TU sia finito lì in mezzo).
    L'anticipo qui e tacciamo le malelingue (o confermiamole, tanto il mondo girerà comunque): questo saggio nasce con l'obiettivo di confermare un'ipotesi sull'apporto dell'autore al medium e solo una visione multifocale - a cui Ennis e pochi altri si prestano - tramite critici di formazione molto diversa (ma, spero, chiamati a trattare l'opera meglio indicata per le loro inclinazioni/capacità), avrebbe potuto fornire i risultati migliori per un'interpretazione "corretta". Lo ammetto, un po' d'azzardo c'è stato - ma ogni progetto ambizioso è una scommessa in fondo -, il risultato finale però credo possa rivelarsi davvero soddisfacente per il lettore interessato.

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  6. Straquoto quello che ha detto l'ultimo commentatore.

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  7. @ Vale: bel commento, grazie, sono proprio curioso di sfogliare il volume e conoscere gli altri pezzi. :)

    Comunque anch'io d'accordissimo con il commento in jappo: una sola parola comprensibile, ma ne vale più di mille.

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