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Antiqua Gens

By Simone Corà | venerdì 15 gennaio 2010 | 08:00

Il mio desktop è sommerso di romanzi, racconti, antologie e tricchetracche vari in pdf scaricati da blog, siti e bancarelle del mercato amici, e sebbene riesca a essere abbastanza realista e sappia che la maggior parte di questi file non verranno nemmeno mai aperti perché saranno a loro volta sommersi da romanzi, racconti, antologie e tricchetracche nuovi, ogni tanto riesco a leggerne qualcuno per intero. Antiqua Gens, del boss del blog sull’orlo del mondo, vuoi per la brevità vuoi per lo stuzzicante argomento trattato, è il primo del 2009.

ANTIQUA GENS
di Alessandro Girola
27 pagine

Prima Guerra Mondiale: un gruppo di alpini è alla ricerca di alcuni commilitoni su un altipiano boschivo, bersagliati da un manipolo di tenaci austro-ungarici. Ma sembra ci sia qualcun altro, tra i boschi. Delle creature millenarie, che abitano quei luoghi da sempre, e non vogliono essere disturbate dai clangori della guerra.

Guerra mondiale + horror = Simone felice.

Da sempre uno dei miei binomi preferiti, narrativamente e cinematograficamente parlando, continuo a trovare stuzzicante, appetitoso e appagante il miscuglio dell’orrore della guerra con il soprannaturale.
In questo racconto di 30 pagine scarse, Alessandro Girola introduce inoltre fortissimi elementi cari al folklore, e tra soldati, schioppi e crucchi, orchi e strie sono antagonisti efficaci, sapientemente ripugnanti e di notevole atmosfera italica.

Antiqua Gens vive di un intreccio molto semplice, classico dei canovacci più basilari di certi film horror, con l’orrore che sorprende la squadriglia di eroi, i nemici che diventano amici pur di sconfiggerlo, il rifugio in cui si asserragliano, la lotta disperata e, infine, addirittura un tamarro scontro finale.
Molta, davvero molta potenza cinematografica, quindi, vero punto di forza di Antiqua Gens data la facilità con cui si riescono a vedere personaggi, mostri, morti e combattimenti.

Lo stile di Alessandro è piuttosto diretto, veloce ed efficace: mostra tutto ciò di cui si ha bisogno, serve al lettore una storia strutturalmente perfetta. Tuttavia, più di un leggerezza, qua e là, inficia il valore generale di un racconto gradevole da leggere ma che avrebbe potuto essere molto, molto di più.

Una certa rapidità d’esecuzione è spesso troppo veloce (il ritrovamento del prete, il passaggio tra lo scontro disperato con gli orchi e il super duello finale), e un maggior ispessimento non avrebbe affatto dispiaciuto, soprattutto pensando alla lodevole capacità con cui viene presentata la storia (atmosfera, contesto, armi).
I dialoghi, poi, soprattutto nella seconda parte, sono fin troppo esili, e mancano di un mordente necessario per equilibrare lo smarrimento, il terrore e il dolore provato dai protagonisti.
Inoltre, una progressione più naturale verso l’orrore l’avrebbe reso ancora più spaventoso e agghiacciante: l’alpino appassionato di folklore, che sin da subito dice agli altri cosa si aggiri per quei luoghi, toglie infatti il piacere della scoperta, e spiace molto che, per quanto possa essere prevedibile, venga tutto spifferato praticamente dall’inizio.

Questi difetti non danneggiano comunque una lettura sempre piacevole e adrenalinica, molto sicura e adeguata nella prima parte, purtroppo un po’ meno nella seconda. Antiqua Gens si divora velocemente e con interesse, diverte e intrattiene, e sono queste le caratteristiche predominanti di un e-book che, dati gli argomenti trattati, ricchi di indubbio fascino, una lettura se la merita più che volentieri.

5 commenti:

  1. Ottima recensione, che mette in luce tutti i difetti che io attribuisco alla mia scarsa dimestichezza coi racconti di media lunghezza.
    Scrivere cose come questa mi sta restituendo tonicità.

    Mi rendo conto che Antiqua Gens offre uno scenario potenzialmente bellissimo.
    Qualche notte fa, rotolandomi in un sonno inquieto, mi immaginavo la scrittura di un romanzone sulla "Prima guerra mondiale alternativa", con orchi, streghe mannari e schifezze varie che attaccano i fronte italico del 1917.
    Non ho accantonato l'idea, ma mi rendo conto che un romanzo del genere richiederebbe un lavoro monumentale.
    E non se lo filerebbe nemmeno un editore.
    O dici di sì?

    PS: grazie ancora.

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  2. Tu intanto scrivi, poi invia qualcosa. Se non invii, non potrai mai sapere. :)

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  3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  4. La tua recensione mi ha convinto. Come dicono a Roma: sei un "parac..."
    Ci sai fare Corà.
    Leggo il racconto e in settimana aggiungo un commento.
    Un difetto però lo segnalo subito, anche se si tratta di un parametro estetico. Dal mio punto di vista la prima riga del paragrafo deve sempre rientare.

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