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Uomini e lupi

By Simone Corà | giovedì 8 ottobre 2009 | 13:14

di Alessandro Girola
e-book
185 pagine

Milano. Alessio è un fumettista di discreto successo, ma quando posa matite e chine diventa cacciatore di licantropi, in compagnia di Habib, Liam e Paolo, spinto dal desiderio di vendicare la morte della fidanzata, spirata proprio per artiglio lupesco. Ora in città sembra si stiano smuovendo strane acque. Cosa collega un noto fotografo francese, forse un licantropo, con una società di risorse umane? Cosa sta tramando in segreto Carlo Vanzan, leader di Fondazione Prospettiva Sviluppo? E cos’è il misterioso Sköll?

È uscito un romanzo, quest’anno, Il 18 vampiro, che, nel suo giocare con i classici con grande freschezza e inventiva, era inevitabile contagiasse, ispirasse i vari horror maniac che l’hanno divinizzato. E infatti, di ammiccamenti, influenze e devote dipendenze all’esordio di Claudo Vergnani per Gargoyle Books, il qui presente Uomini e lupi è ben infarcito.

C’è tuttavia uno spazio, un cratere qualitativo che separa l’e-book dell’amico Alessandro Girola da una mera clonatura, vuota e senz’anima, perché Uomini e lupi, pur con le effettive ma accessorie somiglianze all’opera prima di Vergnani (la squadra di cacciatori di mostri più o meno sfigata, che deve agire nell’ombra; la bella e misteriosa ‘leader’ che si affaccerà più in là nel romanzo; il paese fantasma), è una storia solida, ottimamente congegnata, e che non si limita a sostituire banalmente i vampiri con i licantropi.

L’impostazione è infatti semi-thrilleristica, con una serie di enigmatici intrighi politici e sociali che solo con il proseguire della storia si macchiano di effettiva materia orrorifica.
Da questo punto di vista, abbiamo a che fare con una storia strutturata con enorme cura, nella quale i misteri vengono svelati un po’ alla volta, con innegabile mestiere, fino a sfociare in un’eccellente macchinazione globale, che chiama in causa nazisti, miti nordici e molto altro ancora.
E a parte qualche ombra, leggerezze strutturali facilmente evirabili, è piuttosto difficile scovare lacune organizzative nell’assetto narrativo generale, segno, questo, che la storia regge, tiene, e bene, da cima a fondo.
L’attenzione organica traspare anche in singoli momenti, istanti egregiamente articolati e soddisfacenti come le storie personali di Habib e Liam (personaggio davvero carismatico, ben riuscito e insolito, perché obliquo, poco simpatico e bastardo, ma con un ideale eroistico tutto suo), la lunga escursione a Consonno e il breve soggiorno in hotel prima dell’assalto al camping.

Siamo comunque alle prese con un’idea di fondo molto semplice: niente è troppo complesso o eccessivamente criptico, e anche se in apparenza può sembrare di essere precipitati in un aggeggio contorto, Uomini e lupi, di fondo, è invece un romanzo snello, diretto, in-your-face, e questo è forse il suo pregio migliore.
Tanti personaggi, eventi, trovate, eppure il sottobosco narrativo è fluido e asciutto.

Un po’ meno sfavillanti sono invece certi contesti e soluzioni, che hanno portato Alessandro e imbattersi in cliché più o meno a cari al genere, che purtroppo fanno storcere il naso per una leggerezza frettolosa (le motivazioni sentimenali che spingono Alessio a cercar vendetta, nonché la sua storia personale), o per idee già sfruttate in ogni dove (l’immancabile locale fetish/deviato/oscuro in cui il villain di turno deve andare a divertirsi).
Nel mosaico complessivo si tratta di sequenze che si possono tranquillamente arginare, imprigionare come momenti più deboli e infelici, e godersi pertanto tutto il resto.

Stilisticamente, la penna di Alessandro è piuttosto grintosa, schietta, veloce, frizzante. Il ritmo è mediamente alto, e non si riscontrano passaggi vuoti, stancanti o inutilmente prolissi.
Bisogna però evidenziare alcuni momenti, più che altro nella prima metà dell’opera, ma senza effettiva soluzione di continuità, dove la narrazione è ahimé un po’ superficiale e forse frivola (frasi troppo semplici e standardizzate, alcuni scambi di battute vacui). Si necessitava di maggior mordente, precisione, in modo da dare a Uomini e lupi un’omogeneità stilistica che invece non sempre si respira.
E sembra così che, da un certo punto, Alessandro abbia preso in mani le redini della situazione e delle sue capacità, e, dopo un inizio a tratti acerbo (che sfortunatamente condiziona anche la caratterizzazione di certi personaggi, cattivi e non), sia poi partito in quarta, confenzionando un secondo tempo della storia essenzialmente brillante.

Servirà sicuramente un’ulteriore revisione per cancellare certe asprezze e impurità immancabilmente presenti in qualsiasi scribacchino dell’universo amatoriale, ma Uomini e lupi è un buon prodotto, maturo, una sorta di, semplificando, Segretissimo travestito d’horror, che resiste senza mai annoiare per quasi 400 cartelle. E questo non è poco.
L’augurio è quello di riuscire a trasformarlo in carta stamapta, prima o poi, ché le potenzialità ci sono tutte.

Intanto, lo si può sempre scaricare cliccando qui, e insomma, io ve lo consiglio, ché nell’underground si legge troppa merda e prodotti del genere fanno sempre ben sperare per la sopravvivenza della specie scribacchiante.

2 commenti:

  1. Ciao Simone; volevo ringraziarti anche per:
    - avermi letto;
    - aver recensito il romanzo:
    - avermi fatto da editor.

    Come sai anche tu, finchè ci si arrangia nelle autoproduzioni, l'aiuto di persone valide è ESSENZIALE.
    Lieto che U&L ti sia piaciuto, al di là dei difetti che hai sottolineato con giustezza.
    Lieto ancor di più di non aver definito U&L un clone dell'eccellentissimo Vergnani. Ci sono tanti omaggi, ma credo che la storia sia diversa il giusto per farsi apprezzare anche da chi non ha letto (o sentito parlare) del 18°Vampiro.

    Ancora grazie!

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  2. De nada, figurati, grazie a te che l'hai scritto. :)

    E sulla questione U&L/18 Vampiro, come scritto nella rece, sì, certe somiglianze sono molto evidenti, innegabile, ma si tratta di due storie scritte, impostate e strutturate (ache filosoficamente, diciamo) in maniera totalmente differente.
    E questo lo si nota subito :)

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