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Ossessione telefilm

By Simone Corà | martedì 6 ottobre 2009 | 12:49

Sicuramente, a tempo debito, scriverò tante belle recensioni con cui indagare, sviscerare o, se è il caso, divinizzare l’universo catodico delle serie tv, ma ora, sommerso come sono da tanti nuovi inizi su quella scatola delle meraviglie che è Sky, non potevo esimermi dal fare un rapido riassunto di tutte le novità seriali più o meno importanti che sto seguendo, come aveva fatto il signor Pororoporpororoporoprorpat sul suo viaggio sciamanico qualche tempo fa.

La prima, la più attesa, la più desiderata, è la settima stagione di The Shield, serie poliziesca creata da
Shawn Ryan ormai altrettanti anni fa e che ha reso leggenda la corporatura marmorea di Michael Chiklis e la brutalità opportunistica del poliziotto, Vic Mackey, che interpreta.
Qui non ce n’è per nessuno, né storia o possibilità di gareggiare, perché dopo due soli episodi la qualità sopraffina dell’opera è talmente elevata che non posso non essere sicuro di etichettarla, ancora una volta, come miglior serie tv di ogni tempo, senza se e senza ma.

È tempo del settimo giro di boa anche per 24 che, non sembra neanche vero, pur sfiorando sempre i soliti, classici tasti (terroristi – questa volta guerriglieri africani –, Stati Uniti in pericolo, il presidente soffocato dalle solite indecisioni, Jack Bauer che, nonostante abbia salvato il mondo intero mille e più volte, viene ovviamente scambiato per cospiratore), dopo una quarta, una quinta e una sesta stagione che oscillavano tra il mediocre e l’insignificante, è partita alla grande, con una manciata di episodi serrati, adrenalinici e convincenti. E il Jack Bauer interpretato da Kiefer Sutherland è talmente carismatico che, contro ogni probabilità, mi riservo di puntare molto su queste nuove ventiquattrore.

Aspettavo con una certa ansia anche la ripresa della seconda stagione di Crimini di famiglia, sorprendente serie noir/comedy neozelandese, la cui programmazione era stata stupidamente interrotta da Jimmy dopo soli sei episodi ormai più di un anno fa.
Personaggi al limite del demenziale, caratterizzazioni convincenti e un’evoluzione della storia sempre più imprevedibile fanno della vicissitudini della disastrata famiglia West (un padre criminale, una madre che flirta con un poliziotto, un nonno maniaco sessuale, una figlia ignorante e fiera di esserlo e sessualmente lasciva, un’altra intelligente, furba e frigida, un figlio avvocato attratto dai giri malavitosi del padre e un altro, suo gemello, stupido e vagamente ritardato, che si è messo nei guai con chiunque per seguire il suo cuore) un vero gioiellino, che dispensa risate, violenza ed erotismo con gran disinvoltura.

È dalle novità davvero nuove, ovvero Dollhouse e Flash Forward, che invece sono rimasto drasticamente deluso.

Il nuovo lavoro firmato da Joss Whedon è potenzialmente insolito, ma derivativo e ancora, dopo quattro episodi, tutt’altro che accattivante. Le similitudini con Alias (protagonista femminile di rara bellezza e sinuosità, agenzia segreta che fa cose segrete ma è minacciata da gente ancora più segreta, musica techno martellante, addirittura un agente co-protagonista di colore in un ruolo quasi identico a quello di Dixon nella primo capolavoro televisivo di J.J. Abrams) sono tante, troppe, in alcuni casi immotivate.
La storia complessiva, che si è comunque risollevata dopo un episodio pilota tremendamente penoso (dei cattivi rapiscono la figlia di un riccone e chiedono il riscatto, nient’altro), è ancora troppo vaga, distante, poco accennata per essere afferrata, e la struttura autoconclusiva di ogni puntata non regala la seduzione necessaria.
Buono comunque il lavoro in fase di sceneggiatura (sempre ottime le caratterizzazioni dei comprimari) e in cabina di regia, ma terribili i dialoghi.

E infine ecco la tanto chiacchierata Flash Forward, creatura nata dalla mente del sopravvalutatissimo e limitato David S. Goyer e paragonata addirittura a Lost per atmosfere, misteri e struttura narrativa, che invece, nel pilota, si dimostra banale, tiepida, ancorata a stupidi sterotipi narrativi (personaggi, eventi, dialoghi) che si possono trovare in qualsiasi film tv catastrofico che Mediaset ama tanto mandare in onda in estate. E il potenziale dell’idea di partenza, questi due minuti scarsi in cui, contemporaneamente, tutti gli abitanti del pianeta Terra vedono il proprio futuro, viene sfruttato senza verve e con fare eccessivamente superficiale. Chissà se si risolleverà.

Poi ci sarebbe la terza stagione di Dexter, ma io devo ancora assaporare le prime due, e la ripresa della quinta del Dr. House su Mediaset (livello cinismo/qualitativo come sempre più che buono, ma programmazione assurda, che continua a cambiare), e Fringe che finalmente possiedo ma che non ho tempo di guardare, e la quarta della dissicrante C’è sempre il sole a Philadelphia ormai prossima, e la quarta anche di The Wire che non vedo ancora in programmazione su Cult e ciò mi fa soffrire, e la seconda di My Name is Earl prossimamente su FX, ma io in fondo aspetto solo che arrivi la seconda di Californication, poi sarò felice.

14 commenti:

  1. Intanto commento prima di leggere tutto perché voglio il nome del tuo nuovo farmacista di fiducia che ti ha cambiato le aspirine con qualcosa di parecchio più forte...

    PS - Il ciccio in barca è fantastico...

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  2. Ecco, ora ho letto il post fino in fondo... che ti posso dire...

    Dollhouse: come forse sai la serie inizialmente doveva essere parecchio diversa e Weadon si è scornato con la FOX (se non erro) tagliando e rigirando finché a loro non è andata giù. Magari l'originale era peggio eh, però mi sarebbe piaciuto vedere la versione "troppo difficile per il nostro pubblico" ideata da Wes.

    Flash Forward: per ora non mi sbilancio, l'idea è buona, la realizzazione media, vedremo i prossimi episodi.

    Dexter #4: mah boh bah... alla fine temo che vista l'idea di fondo non è che ci si possa ricamare su molto senza una buona sceneggiatura... han tirato in ballo un misterioso Trinity Killer (Lithgow) che se non ricordo male compariva ne l'Esorcista III.

    Californication #3: si può dire merda? ok, allora merda merda merda... prime due puntate terrificanti, lui ridotto a un ebete senza senso, la figlia che cambia sotto l'influsso ormonale e si riduce da rockettara romantica a lesbica ribelle...

    Fringe #2: è partita un po' in sordina, mantenendo aperte praticamente tutte le strade della serie precedente, che però continua a percorrere attraverso piccoli indizi che ora si comprendono meglio.

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  3. Dai, dai, basta parlar male di una serie disimpegnata cazzara e spassosa come Californication e di Dexter (che diventerà sempre più simile a Nip/Tuck col passare delle stagioni per iperboli e illogicità)...

    Piuttosto, chi di voi mi passa i DivX? ;-)

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  4. E' che oramai i telefilm li fanno meglio dei film.
    Su Flash Forward, come sai, dissento con veemenza.
    Dollhouse non m'ispira per nulla: salto.
    Aspetto invece la seconda stagione di Fringe, ma devo anche recuperare quella di Dexter.
    Lost, per bello che è, mi ha stancato. A questo punto spero solo che si chiuda bene.

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  5. Roberto Orsetti6 ottobre 2009 16:52

    sono d'accordo con tutti....
    tra tutte ste cose non mi rimane una sera libera, quindi scelgo House e conto i morti, perkè ogni tanto qualcuno non lo salva e Flash Forward, perkè l'idea mi pare buona e il primo lost mi piaceva assai, anche se alla fine della seconda stagione non mi andava già più. sembrava scritto come beautiful... adesso ti succede questo, non so che fare allora metto questo con questo, e faccio morire questo, resuscitare quell'altro, compare illo...
    ma il miglior horror, fantasy, mi sembra il campionato del milan. li si che non puoi immaginare la prossima puntata.
    e spero che dexter mi risollevi.

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  6. mah... io mi sento una merdaccia perché proprio non riesco a guardare la tv e mantenere l'attenzione su un telefilm è troppo.
    mi sento molto disperato ed escluso per questo
    :(

    infatti il post manco lho letto che non capivo n cazz

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  7. Se sei stato assunto da Sky, bè, stai facendo un buon lavoro!

    Sennò, di quelle medicine, ne hai prese troppe bello, ne hai prese troppe.

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  8. In disordine:

    Matteo: sì, sapevo delle rogne Wheadon/FOX, ma, non so, è tutto molto moscio, ancora. E 4 episodi, in una serie di quanti?, 12-13, sono comunque molti, specie se il pilota è sprecato in quella maniera vergognosa.

    Però non dirmi che la #3 di Californication è brutta, madò, che stasera inizia la #2 e sono tanto felice...

    @McNab: spero che la strada di Flash Forward sia in salita, e di sicuro continuerò a seguirla, ma l'impressione, intanto, è molto molto negativa.

    @Roberto: House spacca, sempre. :-D

    @Gelo: AH AH! sfigoman!

    @Cyb: di medicine ne ho molte altre! Se volete favorire non avete che da chiedere... XD

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  9. @Gelo: l'importante è averne preso consapevolezza :o)

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  10. Io dedico solo una sera a settimana ai telefilm.
    Per ora mi sto sparando due puntate di True Blood (2° serie) alla volta. E debbo dire che non mi dispiace, anche se storco un po' il naso nel vedere un paesino dove tutti sono personaggi con caratteristiche straordinarie e gli esseri umani "normali" stano diventando la vera razza straordinaria.

    Ma devo cominciare a pensare a cosa vedere a breve. Dexter mi attira, o forse 24 vediamo un po', vado a sentimento!

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  11. La #2 di True Blood arriverà in Italia l'anno prossimo, quindi ora ho tutto il tempo di guardare tutti gli altri. :P

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  12. ah, io li guardo solo in lingua originale. Non perché son fico, ma perché riesco ad apprezzare meglio l'interpretazione degli attori.
    Una volta ho provato a guardare Lost doppiato in italiano e mi è venuto da piangere (e non per l'emozione.)
    E ti parla uno che ha studiato e fatto anche qualche doppiaggio. ^_^

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  13. Sì, ti comprendo benissimo. Anch'io preferisco la soluzione lingua originale+sottotitoli, ma non avendo internet veloce, e non potendo sfruttare troppo gli amicici che ce l'hanno, mi devo accontentare dell'italiano (che spesso mi dimentico del doppio audio su Sky). Che non sempre, devo dire, fa sanguinare le orecchie. Per fortuna. :-P

    Anche se poi ti abitui alle voci dei personaggi, e insomma, per dirti, non riuscirei mai a guardare The Shield in inglese dopo aver assimilato quelle italiane.

    Esempiando, le ultime due stagioni di OZ non sono mai arrivate in Italia, e ascoltarle in originale con voci più o meno "diverse", be', è stato parecchio difficile abituarsici. :)

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  14. Sì, hai ragione, probabilmente c'è anche il fattore abitudine che incide nella fruizione delle voci.


    Bello OZ!
    Io sono rimasto alle prime due serie, ma ho in congelatore anche le altre due!

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