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A proposito...

By Simone Corà | martedì 1 settembre 2009 | 12:55

Mi sono accorto che nel mio blog non parlo mai di me. Non è un bisogno improvviso di emo-tività e di condivisione con tutti voi di cose personali di cuoricini e lacrimucce e ciuffi piastrati, ma più che altro un desiderio di migliorare Midian, togliendoli una certa freddezza dovuta alla rigidità dello schema recensione-news-recensione e aggiungendoci una... chiamiamola familiarità, o confidenza, ecco. Confidenza mi sembra una bella parola.
Insomma, individui come questo, quest’altro e quest’altro ancora lo fanno già da un bel pezzo , e non vedo perché io non possa copiarli.

Poi magari queste sono solo pippe di oggi e domani cambio idea, e trasformo questo spazio in un porno-blog e vediamo se finalmente riesco a raggranellare qualche monetina. Posso farlo, eh. Gelostellato ha già detto che mi presta tutte le foto osé che ci ha lui nascoste da qualche parte.

Oggi allora vi parlo di tre cose sfiziose.

La prima è che ho finalmente ripreso in mano quello che stavo scrivendo prima dell’arrivo del caldo vulcanico di questi ultimi tempi, che mi ha costretto a posare la penna per cercare un po’ di refrigerio mentale. L’estate non è mai un bel periodo per fare lo scrittore, e per quanto cerchi di sforzarmi, tra le ferie, i bikini e le angurie, agosto è stato davvero spietato e crudele, e insomma, mi vendicherò, lo giuro.

Il coso, che per ora si chiama Rrrumore!, parla di bestiacce immonde che s’ingozzano di suoni e rumori, lasciando il mondo nel silenzio più totale. Tocca così a un manipolo di sfigati cercare di trovare una soluzione all’ambarada, visto che si ritrovano a vivere in un furgone assieme al ragazzo che, per sbaglio, ha invocato questi schifoidi dalla quarta dimensione.
È un progetto che mi sta molto a cuore, prima di tutto perché ho abbandonato del tutto le tentazioni comiche che mi hanno sempre affascinato ma che, diciamocelo chiaro, a parte qualcosina non sono mai riuscito a padroneggiare bene come avrei voluto. Non che qui manchi l’ironia, anzi, ce n’è molta, ma è diluita in una storia apocalittica più seria e sensata, o almeno è così che mi piace pensarla.
Credo di essere arrivato a metà, e ora che ho superato la boa (200 cartelle, zio bono!) sto pianificando pian piano gli eventi della seconda parte del coso, ché non vorrei mai trovarmi incastrato tra eventi che non si collegano e che non riesco a raccontare.

La seconda cosa è che, dopo quasi un anno, ho finalmente messo a posto I Mossstri, che è il mio secondo romanzo e parla di uomini-zanzara che vogliono conquistare il mondo e di un numeroso manipolo di personaggi che, loro malgrado, si ritrovano a fronteggiarli. È un romanzo a incastro, con varie storie che si intrecciano, sfiorandosi o anche solo ammiccandosi, per poi convolare tutte insieme quando la trama diventa chiara ed è ora che i cattivi tirino le cuoia.
Nato in partenza come romanzo horror-demenziale, durante l’ultima stesura, portata a termine proprio pochi giorni fa, ho tolto più di 50 cartelle e una serie infinita di battute forzate e ridicole, dando una parvenza più seria al tutto. Ora mi sembra che I Mossstri sia più omogeneo e serioso, e insomma, chissà, il futuro per noi scritturuncoli da quattro soldi è sempre incerto e fumoso, quindi non mi illudo di niente. Però sono contento di aver messo la parole fine a questo coso – che poi fine non è, visto che lo farò leggere e distruggere da un paio di persone che spero mi bastonino a dovere.

La terza cosa riguarda un nuovo blog, che aprirò prossimamente e che co-gestirò e co-scriverò assieme all’uomo-culto Jacopo Mistè (chi bazzica su Horror Magazine lo conosce come il perfido God87). Proprio in questi giorni stiamo decidendo sugli ultimi dettagli, ma, in soldoni, tratterà l’argomento anime in lungo e in largo, con valanghe di recensioni su cartoni animati in Italia sconosciuti ma che, guardandoli, ci fanno sentire davvero nerd e fieri di esserlo.

Di quest’ultimo punto parlerò meglio nei prossimi giorni, quindi ci si risente a breve, gentaglia.

12 commenti:

  1. Roberto Orsetti1 settembre 2009 14:01

    bravo... e da grande cosa vuoi fare?
    (scherzo, naturalmente...ti seguo a distanza di sicurezza)

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  2. Io adoro leggere i cazzi altrui, quindi grazie per averci raccontanto qualcosa :)
    Rrrumore mi intriga, e sai che ti farò da beta-tester, quando lo vorrai.
    Secondo me l'uso della comicità nei romanzi di genere è una granata disinnescata che lo scrittore si tiene perennemente sul prepuzio. Basta una mossa sbagliata, e ti esplode tra i testicoli.
    Direi che i migliori esempi di ironia-ben-dosata-in-una-storia-seria sono quelli di Vergnani (parlando strettamente di horror) e di Avoledo (spaziando al thriller-fantastico).

    Aò!

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  3. Uè uè, ora che sai che zio Elvis non ha tempo di bacchettarti ti ridai all'emo più spudorato vero?

    OTTIMO!!!

    Fa piacere ogni tanto sapere che oltre alle recensioni e news ci si racconta qualcosa di sé, poi chi non ha voglia salta alla news dopo e non sa cosa si perde.

    E le foto osé di Gelo tienitele però.

    E il binomio bikini-angurie mica ho capito se era voluto o un esempio della tua ironia innata e del tuo desiderio di bocce gocciolanti.

    E continua così con due romanzi cazzarola sei un grande, vorrei riuscire io a scriverne uno prima o poi.

    @Alex: certo che in quanto a genitafore (metafore genitali) non sei secondo a nessuno!!! ;)

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  4. che bello un blog di anime con un amichetto! Che cosa ghei! :-D

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  5. Vero, eh? Lo so che sei invidioso...

    Rispondendo a casaccio:

    @ Roberto: da grande farò l'astronauta perchè i pompieri hanno detto che non ci ho il fisico adatto per sfidare il fuoco.

    @ McNab: il problema, più che altro, è che per far funzionare il binomio comicità+horror serve una storia adatta allo scopo, una storia buffa, simpatica, ma che proprio per questo non può essere pienamente horror. Io ci ho sempre provato, ma il mio retaggio horror sanguinolento è sempre stato difficile da abbandonare.
    L'ironia è cosa diversa, perché non è funzionale ma accessoria alla storia, ma se usata bene può provocare grasse risate comunque. :P

    @ Matteo: maledetto, hai subito capito la battuta bikini-angurie, eh, l'ho visto che tu hai l'occhio lungo, furbetto. :)

    E d'ora in avanti, più emo per tutti!

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  6. A noi ragazze del "Club della Moda" non interessano queste vanità di scribacchini e pulsioni nerd.
    Vogliamo di più, vogliamo scavare nel marcio più marcio!

    SPETTEGULESSSSS!!!

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  7. alle ragazze alla moda deve invece piacere Il Capitale

    God

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  8. Tu volevi parlare di te e io mi aspettavo due padellate di cavoli tuoi, ma hai finito con il parlare dei tuoi lavori. Eppure hai scritto "vi parlo di me"... Questo, in qualche modo, è bellissimo.
    Ciao,
    Bionda (particolarmente e poeticamente ispirata dall'umidità e l'odore di immondizia sotto la finestra)

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  9. Sì, ma i cavoli miei, insomma, a chi vuoi che interessino, sono le solite cose noiose, tipo combattere gli alieni, salvare il mondo, ammazzare le vecchiette, cose così.

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  10. trombare più spesso no, eh?
    finirai picchiato!
    :D

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  11. Nooo, le botte nooo, ché poi perdo tutta l'intelligenza dal naso!

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