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L'autoflagellazione

By Simone Corà | mercoledì 23 settembre 2009 | 13:05

Non so se sia una cosa soltanto personale, e spero, peggio ancora, che non sia contagiosa, ma ultimamente mi sono reso conto di acquistare cose che non voglio. Con ‘cose’ intendo ovviamente libri e fumetti, sporcaccioni gufatori che non siete altro, unici oggetti per cui spendo soldi visto che cibo e vestiti se ne trovano sempre in gran quantità nei cassonetti in piazza. E quindi – e qui voglio focalizzarmi – mi trovo a leggere in maniera svogliata, saltando una riga dopo l’altra per cercare di arrivare in fondo il prima possibile.

Per dire. Mi è capitato di prendere l’ultimo Color Fest di Dylan Dog, guidato da una curiosità aliena verso una testata che bene o male ho sempre detestato. L’ho sfogliato e addirittura l’ho anche letto, e in fondo c’era quello che mi aspettavo, ovvero la pochezza narrativa ormai standard in casa Bonelli. Quattro storie deprimenti, di una banalità sconvolgente e, tolti i disegni meravigliosi di Corrado Roi nel secondo pezzo, unica oasi decente in un deserto di rigurgiti, piuttosto brutte anche sotto il profilo visivo.
Non un’idea interessante o uno sviluppo inatteso, con una particolare indecenza nella storia firmata Tito Faraci (ovvero quanto di più scontato possa esserci non solo in un’idea horror, ma anche in Dylan Dog stesso).
Orribile, proprio. Per fortuna che ho smesso con Caravan, sennò avreste dovuto ubriacarmi di flebo.

Un paio di settimane fa ho preso anche l’ultimo Epix, Monster Planet di David Wellington. Forse per il dispiacere di non aver trovato Bad Prisma, forse per un’attrazione zombesca che affiora spesso e volentieri, non ho neanche pensato al fatto che il primo romanzo della trilogia wellingtoniana, Zombie Island, con quel suo mix di morti viventi (ma và?) e poteri psichici spiccioli, mi aveva fatto discretamente schifo.
Convinto da un ottimismo che, prima o poi, mi si ritorcerà definitivamente contro, mi sono immerso nella lettura, ma cazzo, siamo ai minimi storici, sopratutto a livello stilistico e strutturale, con momenti di confusione allucinanti. Voglio dire, scrivo meglio io, ma davvero.
Se ne riparla in sede di recensione, ma stando a quanto letto e carpito in giro, mi sembra proprio vero che non sia la qualità l’arma vincente, ma neanche quella di riserva, della nuova collana Mondadori. E stupido io ad aver pensato al contrario anche solo per un istante, sperando anche che, chissà, magari un giorno potessero portare Brian Keene e Tom Piccirilli in Italia.

Poi sulla scrivania ho 999 – L’ultimo custode, thriller storico con titolo orribile e furbetto che mi ispira davvero poco, ma me l’hanno inviato aggratis per recensirlo e quindi in qualche modo farò. Le prime 15-20 pagine sono scritte davvero bene, ma intanto mi aggiro per la Feltrinelli e vedo che è distribuito in millemila copie manco fosse Il codice Da Vinci, e insomma, mi ispira ancora meno. Spero di sbagliarmi.

Giorni fa avevo iniziato a leggere Black Dog di Alex Garland, ché neanche sapevo fosse scrittore oltre che sceneggiatore per i film di Danny Boyle, ma mi sono fermato prima della metà per via di uno stile continuamente fuori fuoco, che usa storia e personaggi soltanto per divagare senza alcun motivo. Siamo dalle parti di un noir onirico, o qualcosa del genere, ma forse andando avanti diventava qualcos’altro.
Mah. Qualcuno mi aveva detto che era bello, ma dubito che arriverò mai alla fine.

Potrei concludere parlando dei sensazionali, meravigliosi, strabilianti, stupenderrimi racconti iscritti al Nella Tela! che devo leggermi come giurato per il concorso telanerino, ma qui rischio seriamente di finire per odiare la lettura e tutto quello che ci sta dietro, e quindi lascio perdere. Se volete autoflagellarvi per redimervi da chissà quali peccati, fatemi un fischio che vi passo il malloppone.

Ecco. E invece concludo dicendo che prossimamente mi leggerò Racconti sepolti, l’antologia targata Sognihorror.com e Il Foglio, wow, che credenziali, in cui tra l’altro è presente anche un mio racconto ma lo dico sottovoce perché me ne vergogno, e insomma, Gelostellato dice che fa tanto ridere e ti tira su il morale. Speriamo, ché ne ho proprio bisogno.

Ma ditemi.
Voialtri là davanti al monitor, come vi regolate con le schifezze? Cioè, andate fino in fondo per dovere morale o vi fermate prima quando sentite puzza di fregatura?

16 commenti:

  1. Ho smesso da 2-3 anni di comprare libri italiani, ultimamente persino gli usati.

    Fino ai 30anni puoi dare ancora una possibilità a un libro. Dopo, hai accumulato abbastanza esperienze per non lasciarti più fregare e non buttare via altro tempo.

    Fino ai 40anni puoi dare ancora una possibilità a un panorama nazionale di genere. Dopo, hai accumulato abbastanza esperienze per non lasciarti più fregare e non buttare via altro tempo con quel che ti rifila la quasi totalità dell'ottusa editoria italiana.

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  2. In questi giorni è uscito l'ultimo di Giuseppe Genna, lo sto leggendo, ne vale davvero la pena. Cioè, Genna è irritante e saccente come pochi, ma scrive storie che intrigano e colpiscono sotto la cintura.
    Praticamente oro, visto i tempi che corrono.

    Per rispondere alla tua domanda:
    - Fumetti: ho smesso con Bonelli, dopo anni di autoflagellazione, in cui la qualità della roba proposta calava sempre di più. Dhampyr è stato l'ultimo baluardo della decenza, ma ora si è trasformato in un acchiappamostri qualunque. Ora di quella testa leggo solo Lilith, memore di "Gea", che ha il medesimo autore.
    - Libri: oramai prima di acquistare un qualunque romanzo, tranne quello di un ristretto parco di autori "fidati", mi leggo una cinquantina di pagine direttamente il libreria. Se quelle pagine non mi convincono, raramente compro. Poi ogni tanto mi arrivano le copie omaggio, e quelle le leggo per dovere morale. Ma a volte è dura, sì.

    PS: Monster Planet è una grande delusione, sì. :(

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  3. Genio, se mi chiedevi Bad Prisma te lo prendevo io a Milano... Ma potrei anche scambiarlo con qualcosa di tuo, che non mi piace.

    Ian

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  4. Oddio andare a leggersi il DD Color Fest è peggio di insistere con Caravan, è da ricovero immediato!
    Hai un segreto bisogno di punirti?
    Sei a un passo dal comprare qualche fantasy italiano?

    Però non capisco il discorso sugli italiani se la metà della roba che ti fa schifo e ti costringi a leggere non lo è.
    Allora facciamo tutti un po' schifo dai ;)

    E non parlare male dei racconti che ci sono Nella Tela eh! Ma anche là continui a offrirti come giurato perché hai delle esigenze di sofferenza?

    Comunque per rispondere alla tua domanda io generalmente vado fino in fondo, ho finito perfino la trilogia della Troisi.
    Però da allora seguo con più attenzione le recensioni e di roba veramente schifosa non ne ho letta, poi si sa, io sono giovane e di bocca buona, non ho ancora 40 anni alle spalle e devolvo i miei denari in maniera convulsa ;)

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  5. Rispondendo disordinatamente.

    @ Andrea: io nell'editoria spaghettara ci sguazzo ancora volentieri, il problema, più che altro, è che devo smettere di voler seguire a tutti i costi la scena leggendo a tutti i costi il più possibile, comprese cose che non mi interessano ma che, vinto dal maledetto ottimismo, "magari sono belle, chi lo sa".

    @ McNab: Genna è bravo? Sì? Mi è sempre stato discretamente sulle palle, e non ho mai osato avvicinarmi alle cose che scrive... Ma se dici, farò un tentativo.

    @ Ian: sgrubl.

    @ Matteo: non ho proprio idea di perché ho preso il Color Fest, ma neanche mezza, e si ci ripenso urlo e mi strappo la pelle. Ma dimmi, come va Caravan, invece? :P

    Però io non ci ho mica parlato male degli italiani... :)

    A parte Racconti sepolti, ma lì ci sono cose di cui parlerò, e poi le robe del Nella Tela!, ma voi, cristo, davvero, non avete idea.

    [Silente, ché google non mi fa entrae]

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  6. Ma come non parli male degli italiani... e quelli che scrivono per Nella Tela o alla Bonelli di dove sono? ;)

    Che poi, quesito sopratutto per i veri esterofili che sono qua, se lo sanno, ma ai concorsi di narrativa (non parlo dello Stoker o del Nebula eh) ci partecipa qualche sfigato che scrive schifezze o la scelta è dura perché tutti son più fantasiosi e/o preparati?

    Caravan Ultimo Numero non ce l'ho fatta... l'ho sfogliato in edicola e ho visto la storia di una alcolizzata e sono uscito... ma come caz se fa?

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  7. @Silente: Genna è bravo, ma indisponente, ti avverto. Ciò scrive cose cazzute, ma traspira saccenza da ogni sillaba. Però lascia perdere i suoi romanzi di megalomania proto-sociologica e recupera i thriller che hanno come protagonista Guido Lopez.

    @Matteo: anch'io ho sfogliato l'ultimo Caravan in edicola, poi ho regalato i 2.70 euro pronti per comprarlo al mio fido barbone di Porta Garibaldi.

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  8. si bravo
    vai avanti così vai
    citrullo caccopuzzolo che non sei altro

    flagellati flagellati che te lo meriti

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  9. @ Matteo: sui concorsi esteri, in effetti, quelli che hanno un minimo nome, ecco, mica il Send & Pray o il Circo Massimo e quelle robe lì, mi son sempre chiesto anch'io. :P

    Però Caravan dovresti riprenderlo, eh sì, vuoi dirmi che non sei curioso di come prosegue la storia?

    @ Gelo: tanto poi gli strumenti flagellatori li presto a te, oh sì.

    Simone

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  10. Io flagello spesso e volentieri il mio portafogli ai mercatini dell'usato, comprando libri di autori sconosciuti che spesso si rivelano ciofeche inenarrabili. Però a volte ci si imbatte in qualcosa di buono.
    Quando attacco un libro o un fumetto in genere lo finisco, anche tra atroci dolori. Il metodo della leggiutina in libreria di McNab può prevenire simili inconvenienti e provocare piacevoli occhiatacce dalle commesse di turno, specie se tale procedura è applicata in prossimità dell'orario di chiusura.
    Il DD Color Fest l'ho letto anch'io, bello come un attacco di diarrea in autobus.

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  11. No, il DD Color Fest è peggio, molto peggio.

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  12. Avrei voluto narrarti la storia dei libri leggiucchiati e poi abbandonati con l'intento "sincero" di tornarci su, magari dopo una breve pausa, ma mai più ripresi.

    Avrei potuto insegnarti la parabola del martirio di chi arriva fino alla fine di immonde scritture, soltanto per la generosa inclinazione di concedere allo scrittore l'ultima chance di riacquistare stima.

    Ma tu preferisci leggere Dylan Dog nel 2009, cioè, nel 2009!! ti rendi conto?!

    Non si può, non si può...

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  13. Penserai che non c'entra una chips (e infatti non c'entra una chips) ma io ho appena letto il libro di un italiano non proprio emergente (pubblica con Adelphi) e ne sono rimasta sconvolta.
    Racconti Sepolti te lo mando ugualmente come cilicio serale o come arnese di utilità domestica(come diceva il mio ex moroso: "regala, regala, casomai ci pareggio la gamba del tavolo"). Il tuo racconto in antologia è il mio preferito fra quelli che hai scritto, come vedi i criteri sono soggettivi. Però, un libro proprio bello, lo trovi usato su Ebay a tipo 4 euro: "La Leggenda di Redenta Tiria" di Salvatore Niffoi. Non è horror, thriller, niente che tu sia abituato a leggere, è una favola sulla ruralità sarda e io non sono sarda (e neanche rurale), ma è semplicemente meraviglioso.
    O almeno, la descrizione della vita contadina con tutti i dettagli più improbabili e le tradizioni più assurde, a me fa impazzire.

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  14. @ Cyb: Dylan Dog nel 2009 è capitato, davvero, io non volevo, ma è stato lui, lui che mi ha ipnotizzato, quello...

    @ maria silvia: tra le cose sconvolgenti italiani, ma di quelle proprio immortali, che ti perseguiteranno per giorni e giorni, si potrebbe mettere La notte eterna del coniglio, che è uscito per Marsilio.
    Però, oh, pensa che i migliori libri che ho letto ultimamente sono tutti di autori italiani (Vergnani, Sarasso, Dimitri, Morozzi, Coltri...), ecco, che poi non mi si dica che tifo contro. :)

    E quel libro lì che dici, magari un giorno, chissà...

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  15. Io non compro più fumetti da anni, vado al cinema sapendo che tanto vedrò una stronzata, e per i libri vado solo sui classici o su cose consigliate da altri.

    Comunque loro ti vendono quello che compri, non vice versa ^^.

    Simone

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