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Mono - Hymn to the Immortal Wind

By Simone Corà | mercoledì 17 giugno 2009 | 12:56

(Conspiracy/Goodfellas)
Time: 67.00

Dolci arpeggi seducenti, roboanti accompagnamenti orchestrali, improvvise sferzate elettriche e un mood malinconico, intenso, passionale: è questo il post-rock strumentale dei giapponesi Mono, giunti al quinto centro con l’affascinante Hymn to the Immortal Wind, album che non mostra grossi smottamenti musicali rispetto al passato, ma è piacevole conferma, pur sempre entro certi limiti dettati dal genere che li imprigiona, di una band motivata, in forma, che ha certezza e padronanza dei propri mezzi.

Ci si trova così immersi in scenari poetici dipinti con pochi accordi, diluiti in pezzi lunghissimi (ci si aggira sui dieci-undici minuti di media), strutturati in crescendo atmosferici di grande impeto, pathos, lirismo.
E poco importa se lo schema creativo viene ripetuto di canzone in canzone: la dolcezza iniziale, gli interventi orchestrali, i lievi accenni batteristici, elementi che crescono, quasi si arrampicano su melodie di inatteso splendore, per poi sfociare in finali pirotecnici di distorsioni rumorose e possenti stacchi hollywoodiani.
L’universo emozionale in cui si viene scaraventati dalla proposta dei Mono è pura commozione, meraviglia di luci e suoni, che ammalia l’udito e distacca dalla realtà.

Piacerebbe sicuramente un maggiore estro ingegnoso per variare e colorire canzoni che, per quanto eleganti, per quanto incantevoli, tendono a essere simili, per ideali e arrangiamenti. E i Mono hanno abilità tali da sfuggire a certe catalogazioni e superare barriere musicali imposte dal genere di appartenenza, ma, nonostante tutto, finché continueranno a produrre dischi di tale qualità sopraffina, a poco o nulla serve invocare originalità e inventiva.

1. Ashes in the Snow
2. Burial at the Sea
3. Silent Fight, Sleeping Dawn
4. Pure as Snow (Trails of the Winter Storm)
5. Follow the Map
6. The Battle to Heaven
7. Everlasting Light

3 commenti:

  1. Ho provato a sentire un pezzo. Affascinante e d'atmosfera, alcuni pezzi da viaggio (sciamanico!) veramente belli.
    Altro che le robe che ascolta gelo ;-)

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  2. Insomma una roba di poesie emo con l'entropia che nullifica l'amore, e il freddo e l'arido che avanzano e ci lasciano soli in questo mondo, trafitti da un raggio di sòle...

    Minestrone di verdura,
    ed è subito pera.

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  3. Cuore di pietra che non sei altro, tu non capisci, sei vecchio e ti si sono mummificate le emozioni.

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